Una scuola per bimbi egiziani come in via Quaranta

Nel week-end lezioni di arabo per 30 ragazzi L’assessore Simini: «Faremo controlli»

Gioia Locati

Lezioni «scolastiche» concentrate nel fine settimana? O un raduno di preghiera a cadenza bisettimanale? Da un po’di tempo sono stati notati una trentina di bambini islamici, dai 6 ai 12 anni, in zona Fulvio Testi. Si ritrovano il sabato e la domenica al civico 282, nei locali al piano terra (che nei giorni feriali ospitano un ufficio), i maschi da una parte, le femmine dall’altra. Hanno zainetti e quaderni. Fra gli adulti due donne velate, forse le insegnanti. Il movimento è stato notato dalle guardie giurate che controllano il palazzo e dal personale che lavora in altri uffici. Secondo i testimoni, i bambini si ritroverebbero alle 10 e rimarrebbero nell’ufficio fino alle 16 dopo una pausa pranzo. Nel cortile dello stabile ci sono sedie e tavolini di un ristorante che resta chiuso nel fine settimana. Ieri verso le 14 i ragazzini erano nel cortile, mangiavano panini e bevevano coca cola. E a chi chiedeva loro che cosa stessero facendo in un condominio deserto rispondevano di avere organizzato «una festicciola». Secondo indiscrezioni il gruppetto proviene dallo stesso giro di persone che frequentavano via Quaranta, l’istituto abusivo chiuso in autunno. Là studiavano abusivamente 300 bambini. Di questi oggi 140 frequentano le scuole pubbliche e il pomeriggio un doposcuola di cultura araba.
Un altro gruppetto è tornato in Egitto, ma, «sono ancora parecchi i bambini islamici che non vanno a scuola» ha ricordato l’assessore all’Educazione Bruno Simini. Che è cauto di fronte all’ipotesi di una nuova «mini-scuola» illegale. «Mi auguro che non sia un’attività alternativa alla scuola pubblica, ossia che questi bambini frequentino le lezioni gli altri giorni della settimana. In tutti casi faremo dei controlli».