"Lo smog ogni anno uccide 400 milanesi", l'Asl lancia l’allarme

Rapporto sulla salute. A rischio le persone anziane e i malati cronici I Verdi: "È ora che le istituzioni si sveglino"

Muoiono 400 milanesi l’anno a causa dell’inquinamento atmosferico. «Le giornate di freddo e le ondate di calore - spiega il rapporto dell’Asl presentato ieri in Regione - producono effetti letali sulla popolazione fragile e suscettibile». Muoiono infatti, soprattutto gli anziani e le persone affette da patologie croniche invalidanti come psicopatie, cardiopatie, neuropatie e alterazioni del metabolismo, in quanto più suscettibili all’azione del clima. Massima allerta per i giorni più freddi, perché proprio in questi casi la mortalità generale aumenta di una misura che oscilla tra il 30 e il 70 per cento.
«È ora che le istituzioni si sveglino», polemizza Carlo Monguzzi dei Verdi che rilancia «interventi concreti ed efficaci», puntando il dito contro «misure blande» come l’Ecopass. L’Asl però precisa: «Questi dati non sono validi per il 2008, perché lo studio è precedente» e dall’Arpa arriva una rassicurazione: «Anche se il Pm10 scende con più difficoltà - spiega Angelo Giudici - il trend su tutti gli inquinanti è in discesa».
Non solo smog, il rapporto sulla salute dei milanesi offre un ritratto della città a 360 gradi. Il primo dato: la popolazione sta invecchiando, quella meneghina ancora di più di quella lombarda. Se attualmente la popolazione dei «grandi anziani» è ridotta per effetto dell’ultima guerra mondiale, nei prossimi dieci anni verrà sostituita dalla generazione successiva e ciò provocherà un netto aumento della richiesta di servizi sanitari e sociali, che tradotto significa «una grande sfida per la città che dovrà prepararsi a sostenere questo nuovo carico assistenziale». La salute però, non è equamente distribuita nella popolazione. A Milano si ammalano, ad esempio, di diabete, Aids, cirrosi epatica e insufficienza renale di più i cittadini che vivono in periferia, rispetto a quelli del centro e ciò si spiega solo in un modo: le condizioni economiche sono strettamente correlate ai livelli di salute. Al di là del conto in banca, sono le donne ad avere una salute meno buona dei loro compagni. Se prendiamo le malattie legate all’alcol e al fumo ad esempio, scopriamo che sono in diminuzione tra gli uomini, mentre sono in aumento tra le donne. Tra le cause, sembra che le milanesi arrivino alle cure mediche delle cardiopatie più tardi che gli uomini, compromettendone poi l’efficacia».