SPECIALE SULLA CRISIContri: "Chi si uccideuccide tutta la società"

Per Giacomo Contri, psicoanalista e fondatore della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud l'unica soluzione contro la crisi è opporsi alla logica vittimista che ci vuole schiavi della crisi stessa <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=s0m33vpS_qU&feature=youtu.be">GUARDA IL VIDEO</a></strong>

E' stata una chiacchierata lunga quella con Giacomo Contri, psicoanalista e fondatore della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud. Le sue parole, il profumo dell'incenso e del legno dei mobili del suo studio ci hanno letteralmente rapito: ne è nata un'intervista di oltre un'ora da cui abbiamo tratto questi pochi minuti in cui lo psichiatra spiega cosa è per lui la crisi e illustra una possibile via per uscirne.

Una premessa: rispetto ai video, brevi e ad effetto, a cui sono abituati gli internauti, questo è un poco più lungo. Sei minuti di una lucidità e intensità rare, che non abbiamo voluto ridurre ulteriormente per non perdere il pensiero e la forza che li caratterizzano.

Contri parla di crisi come di uno stato mentale depressivo, legato non solo agli andamenti del mercato ma anche al clima sociale che ognuno di noi contribuisce a creare: se l'unico argomento di conversazione con i nostri amici è la crisi, se leggiamo libri deprimenti, se guardiamo film deprimenti, ci convinceremo di essere depressi e lo diventeremo veramente.

Così inizia la crisi: personale, sociale ed economica. Rispetto a questo stato depressivo per alcuni l'unica ed estrema azione è il suicidio. Chi sceglie questa via per Contri tutto è tranne che una vittima in quanto compie un vero e proprio atto bellico. Il suicida è un omicida sulla propria persona: “sparando a me, sparo a te”, pensa.

Unica soluzione per scampare alla crisi è l'impresa, che Contri definisce come il Bene. Solo chi continua a intraprendere può uscire dalla depressione, e, guarda caso, chi continua a intraprendere non si uccide.

Forte atto d'accusa contro chi uccide l'impresa, quella di Contri è anche un atto d'accusa contro i media che, accogliendo il lamento dei soliti disperati, tra il piangente e l'urlato, altro non fanno che alimentare questo clima depresso.

E' questo un atteggiamento diseconomico, nel senso che non genera alcun valore, perfettamente in linea con quello a cui stiamo assistendo: il primato della finanza rispetto a quello dell'economia e della politica, intesa come gestione della “cosa pubblica”.

E della finanza Contri diffida: vi sente una “forte puzza di misticismo”, laddove essa diventa una sfera superiore, interdetta ai non addetti ai lavori, veri e propri sacerdoti di una nuova religione che sconfina nel fatalismo.

E cosa è il fatalismo se non la negazione dell'intrapresa personale: il fatalista si lascia trasportare dagli eventi, dalle circostanze, rispetto alle quali decide di rimanere passivo,inerte e inerme, rinunciando a qualsiasi azione e quindi alla vita stessa.

Commenti

lunisolare

Gio, 05/07/2012 - 19:11

La crisi c'è è non c'è bisogno di parlarne è in ogni azione quotidania giornaliera, se acolti la radio o leggi un giornale, se fai benziana ose cala la produzione al lavoro, non è convincersi di stare in crisi , ci siamo. Il depresso è un aspirante al suicidio, la crisi è uno dei tanti detonatori che lo innescano, distrugge se stesso perchè non riesce a vedere soluzioni al suo stato. La finanza e i suoi sacerdoti non hanno nulla di mistico, sono cani rabbiosi in cerca dell'osso da spolpare enon gli frega niente se mandano in rovina intere nazioni. Contri si definisce amico di Freud, dalle sue dichiarazioni forse ne ha sentito parlare.

eras

Gio, 05/07/2012 - 21:08

Per rispetto dei morti non pubblicate questa immondizia scritta da un ciarlatano seguace di una pseudoscienza tramontata da trent' anni. Grazie.

Tower

Ven, 06/07/2012 - 02:29

Un apologia del nulla, la totale assenza di logica e comprensione della realtà. La crisi non è nello spirito, è reale e concreta e semmai intacca lo spirito di conseguenza. Il dramma di chi si trova di fronte a problemi veramente insormontabili, al disperato bisogno di sopravvivere, non possono essere accantonati con gli astratti teoremi di questo penoso guru del vacuo. Chi arriva a prendere il suicidio in seria considerazione non sta meditando una vendetta contro la società, un dispetto o una ripicca e tanto meno pensa di uccidere la società uccidendo se stesso. Pensa invece di conservare una dignità e il rispetto per se stesso, per la sua stessa persona e per tutto quello che fino a quel momento era magari riuscito a costruire piuttosto che vedersi umiliato e distrutto lentamente, giorno dopo giorno, dalla miseria irrisolvibile, condannato alla morte sociale prima ancora che a quella fisica. In questo c'è poco Freud ma molto Leid ... e io so di cosa parlo!

Ritratto di MACzonaMB

MACzonaMB

Ven, 06/07/2012 - 03:27

Dunque è cosa fatta: come i Tecnici stanno soppiantando i politici, ecco che si presenta ora lo pseudo-sacerdote che pleonasticamente, ispirandosi all'oppio di una disciplina che non tutti riconoscono valida vorrebbe fare passare il messaggio che un certo "padre-amico" soppianta perfino la coscienza individuale. Forse volevasi ispirare, per trasposizione, al tipico suicidio di taluni fanatici talebani?

carygrant

Ven, 06/07/2012 - 11:50

potrebbe anche essere fin troppo facile parlare così ma in effetti è vero.più si parla di crisi e più la crisi si concretizza e ci si autoconvice di essere in crisi già a me questo - crisi - è un vocabolo odioso in effetti c'è molta gente che in questo periodo percependo pensioni minime che di poco si avvicinano ai 1000 euro mensili fatica ad arrivare a fine mese ma è vero che un imprenditore che sceglie la via del suicidio perchè non riesce più a lavorare, beh: forse dovrebbe guardare se non sono altre le cause del suo essere in crisi e con un poco di coraggio affrontare la situazione visto che altri ce la fanno....mah

NOSFERATU

Ven, 06/07/2012 - 12:06

Se si legge attentamente, non si riscontra nulla di sbagliato: solo estremamente semplicistico. Se poi si aggiunge che coloro che dovrebbero combattere la crisi, INVECE per incapacità, egoismo od altro, secondo me, la stanno peggiorando... IL GATTO SI MORDE LA CODA.

Ritratto di scriba

scriba

Mer, 11/07/2012 - 00:35

CONTRO CONTRI. E' esattamente vero il contrario: è la società che uccide chi si suicida, stritolandolo in un meccanismo per cui vali se hai e non se sei. Affermazione questa da non confondere con quella simile, ma diametralmente opposta, secondo cui la colpa di tutto è della società. Uccidersi perchè improvvisamente si è soli o tali ci si sente, è il primo segno di una società che riconosce come propri figli leggittimi soltanto coloro che riescono a non scendere al di sotto di standards economici e sociali da essa prefissati. Intraprendere per battere la depressione vale se non sei circondato dal fuoco, se hai uno Stato civile alle spalle, se non hai a che fare con banche e tassi sanguisughe. Soprattutto se stai comodamente adagiato su una poltrona, non marca Frau ma Freud, passando il tempo a pontificare a pagamento.

Talero67

Sab, 07/07/2012 - 04:37

Và a dà via i ciàpp,e abbia più rispetto...Qui c'è gente che si alza alla 6 di mattina a limare la ghisa con le mani...

NOSFERATU

Sab, 07/07/2012 - 10:31

LA PUNTUALIZZAZIONE DI SCRIBA E' VERA E CRUDA COME IL SALE. Un conto sono le teorie di chi in realtà la crisi non la sente ed un conto è la pratica di chi c'è dentro. CONDIVIDO. Cordialità.

Carlo Mario

Sab, 07/07/2012 - 13:55

La sola cosa che riesco a condividere del contorto ragionamento di Contri è che i media danno troppo spazio ( in senso sensazionalistico ) agli aspetti della crisi che stiamo vivendo, acuiscono i lati negativi, alzano i toni e prospettano scenari sempre più foschi per fare audience e ottenere visibilità. I giornalisti parlano ormai per frasi fatte e non si sforzano neppure più di creare frasi descrittive ma solo colpi di scena. Tutto ciò fa male, fa moklto male sia al morale della gente che viene bombardata in continuazione da notizie urlate e mai ponderate, da fatti mai descritti con professionalità ma solo riferiti ad alta voce e a tinte fosche.

Giorgiobello

Dom, 08/07/2012 - 11:01

Quello che manca nell'analisi di Contri è la ragione dello smarrimento depressivo: nessuno sta spiegando pienamente la portata delle sfide storiche che l'Italia e l'Occidente hanno davanti. Sono finiti 500 secoli di nostro primato e dobbiamo completamente reinventarci e lanciare la sfida della sopravvivenza universale in un pianeta che ha sempre meno spazio e risorse. Tempi straordinari, unici: nulla di simile è mai stato vissuto negli ultimi 10.000 anni. Eppure, la gente non vive tempi straordinari. Vive con angoscia perché (un esempio è la crisi dell'euro, sfida nella sfida) né media né leader spiegano realmente le cose in modo completo, conclusivo, con contorni, costi, benefici, sacrifici chiari e comprensibili. Il problema coi gerarchi di Bruxelles è che temono il rifiuto dei popoli sovrani e alimentano così smarrimento e disperazione. Il problema con la sfida del secolo è che ben pochi l’hanno ancora afferrata nella sua dimensione epocale ma è già qui a bussare alle nostre porte.

NOSFERATU

Dom, 08/07/2012 - 22:09

La crisi non c’è o c’è sempre stata: per alcuni SEMPRE, per altri MAI. E’ 70 anni che ne sento parlare e siamo riusciti solo a peggiorare, FREGANDO SEMPRE I SOLITI. Basterebbe NON RUBARE, NON SPRECARE. LIVELLARE I REDDITI PAGATI CON DENARO PUBBLICO (non i patrimoni), TASSARE DI MENO, SMETTERLA CON INCARICHI AMPOLLOSI ULTRARETRIBUITI E DEDICARSI QUASI SOLTANTO A LAVORO PRODUTTIVO (meno burocrazia e più zappe), meno contrattazioni virtuali (speculative) e più MERCATO VERO e concreto. Più onestà e meno egoismi! Nel mio bosco la crisi non c’è. La crisi è nelle città. La crisi l’han fatta i supertecnici, i traditori e gl’imparziali parziali, gli inetti e gli ingordi, gli speculatori e gli avvoltoi: stan facendo a brandelli il tessuto sociale. Quando mai i popoli capiranno di essere da millenni vittime di grandi inganni orditi “colà dove si puote”? Parole stantite, moniti subdoli, ordini inderogabili. LIBERTA’, un sogno mai iniziato; DEMOCRAZIA, la più grande bufala inventata dai poteri trasversali per tranquillizzarti e fotterti meglio.

shark

Dom, 08/07/2012 - 23:26

Scriba ha ragione da vendere e Contri é un *****.

Antonio2125

Lun, 09/07/2012 - 00:39

E' sicuramente impeccabile ciò che dice questo dott. Contri ma io credo anche un'altra cosa e cioè: "Non è chi si uccide che distrugge la società, è la società di oggi che uccide i propri figli" Banche, Monti, Merkel, parlamento, stato, corruzione e maledizioni varie... Io sono ONESTO, pago tutto fino in fondo, mi alzo e mi schifo di quello che vedo attorno, sono umiliato dalla disonestà che mi circonda e che si vanta addirittura. Impariamo che oggi ha più dignità una pensionata che vive con il minimo che tutti i Monti di turno che credono di essere la "Verità" discesa dal cielo! Grazie di questo spazio.

OssodiSeppia

Lun, 09/07/2012 - 01:06

Prima di spararti, spara ad uno dei servi del boia. E' l'unico sistema per fargliela capire.

megliosolo

Lun, 09/07/2012 - 15:01

Ho sempre una scarsa considerazioni di questi apprendista stregoni.In questo caso chi si uccide è solo un vigliacco e non fa nessun danno alla società se non solo alla sua famiglia.Non si vuole esaltare la violenza ma se uno ritieni di fare un atto estremo per dare un segnale alla società non sarebbe piu opportuno colpire chi ritieni che sia la causa? E poi valuti .