Bonucci contro Demiral: "Sport e politica restino separati"

Nella conferenza stampa prima di Liechtenstein-Italia, il capitano della Juve Leonardo Bonucci ha dichiarato che "politica e sport devono rimanere due mondi separati". Una condanna al tweet pro-Erdogan del compagno di squadra Demiral

"Ognuno è libero di pensarla come crede, ma per me la politica e lo sport devono restare due mondi separati". A dirlo, nella conferenza stampa di presentazione di Liechtenstein-Italia, in programma martedì sera a Vaduz, è Leonardo Bonucci.

Il capitano della Juventus e degli azzurri, rispondendo alla domanda di un giornalista sulle reazioni pro-Erdogan dei calciatori turchi dopo l'inizio della guerra in Siria, ha commentato: "Lo sport è divertimento, unione, passione. Lo sport è esempio e non è corretto che questi due mondi finiscano per mescolarsi". Parole con cui Bonucci, in rappresentanza degli altri giocatori a disposizione del c.t. Mancini, prende in maniera evidente le distanze dal compagno di squadra alla Juve, Medih Demiral. L'ex difensore del Sassuolo, nelle ore successive all'inizio dell'operazione militare "Primavera di Pace", aveva pubblicato un tweet di sostegno al presidente turco Erdogan. Come lui anche l'attaccante della Roma, Cengiz Under, e il centrocampista del Milan, Hakan Calhanoglu.

Tuttavia, non si può negare che l'opinione di Bonucci valga anche per chi ha condannato i bombardamenti in Siria, a partire da Claudio Marchisio (che però si è ritirato e dunque non è più tesserato per alcuna squadra). Proprio questo, cioè il fatto di pubblicare una foto con la maglia della Roma mentre faceva il saluto militare, era costato a Under le critiche di una frangia piuttosto consistente della tifoseria giallorossa, che ha chiesto al club capitolino di obbligare il giocatore a rimuovere l'immagine. Cosa che non è ancora successa.

Nel frattempo, malgrado l'appello di Leo Bonucci, il campo da calcio continua a essere minato. I calciatori turchi, dopo il gol del pareggio contro la Francia, hanno esultato con il solito saluto militare. E mentre il ministro dello Sport, Giovanni Spadafora, ha chiesto alla Uefa di revocare a Istanbul l'organizzazione della finale di Champions League 2019/2020, con il leghista Roberto Calderoli a chiedere di "cacciare" dal campionato Under e Demiral, i social continuano a spaccarsi sull'opportunità di mescolare calcio e politica. Anche se, tendenzialmente, gli utenti si schierano dalla parte dei curdi, ricordando l'impegno anti-Erdogan dell'ex attaccante di Inter e Parma, Hakan Sukur, e del 30enne Deniz Naki, calciatore turco di etnia curda squalificato a vita.