Niki Lauda campione in pista e fuori: le frasi che lo hanno reso unico e inimitabile

Niki Lauda non era un fenomeno solo in pista, lo era anche nella vita privata con una spiccata dialettica: "Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso"

Un personaggio come Niki Lauda lascia sempre, per forza di cose, il segno. La notizia della morte dell'uomo che visse tre volte, infatti, ha sconvolto tutto il mondo dei motori e non solo. Il fuoriclasse nato a Vienna non è mai stato una persona scontata, banale e soprattutto non ha mai avuto paura di dire la sua opinione, dimostrando di essere una persona senza peli sulla lingua. Lauda dopo il terribile incidente del Nurburgring, nel 1976, ne uscì vivo ma sfigurato e nonostante questa tragedia riuscì negli anni a farci pure dell'ironia: "Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso".

La grandezza di Niki Lauda la si può capire dalle parole dello scrittore e giornalista Leo Turrini che a Sky ha raccontato un aneddoto incredibile sul tre volte campione del mondo: "Poco dopo l'incidente del Nurburgring Niki si recò a Monza per correre il gran premio e si recò in un ristorante per il pranzo. Il proprietario, che lo conosceva bene, gli disse che l'avrebbe messo in una saletta appartata per non essere disturbato dai clienti. Lauda, però, gli disse che voleva un tavolo all'ingresso perché tutte le persone dovevano vedere il suo nuovo volto".

Lauda ha sempre fatto molto sorridere per le sue tante frasi ad effetto e sempre inerenti alla Formula Uno:

1) "Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso".

2) "Una curva appartiene a chi vi accede per primo".

3) "La cosa più importante per capire come va una macchina è il culo".

4) "Avrei preferito di gran lunga corre in F1 adesso che ai miei tempi: mi sarei tenuto le orecchie e avrei guadagnato molto di più".

5) "Mi sembra esagerato definirmi gelido, o come un computer. Sono solo un uomo preciso, controllato, che fa un mestiere preciso e pericoloso, un mestiere che non consente errori"

6) "Mollare è qualcosa che Lauda non fa"

7) "Tutti quelli che hanno corso e che corrono in macchina hanno questa consapevolezza: quando si vince, il 30 per cento di merito va alla macchina, il 40 per cento al pilota, il restante 30 per cento alla fortuna"