Stampa e Rete per non essere tagliati fuori

Cosa leggono gli immigrati a Milano? Cosa guardano? Cosa ascoltano? Abbiamo fatto una ricerca e abbiamo scoperto un mondo vasto e sconosciuto in città, dove di continuo nascono giornali e riviste per loro e realizzati da loro, alcuni ben fatti e consolidati, altri meno, e nuovi siti online, alcuni dei quali, i più visitati, sono stati realizzati per spiegare le normative troppo ostiche e i problemi legati alla burocrazia. Scritti nella lingua d’origine da giornalisti appartenenti alle diverse comunità etniche, riportano soprattutto notizie sul proprio Paese di provenienza, trattano le esigenze e gli interessi specifici delle diverse comunità (feste, ricorrenze, culti, associazioni) e offrono un’indispensabile guida nell’interpretazione delle leggi sull’immigrazione. E se il mondo dell’America Latina e della Cina a Milano vanta un numero non indifferente di testate in lingua originale (vedi sopra e qui a lato), una valanga d’informazioni più o meno accreditate si trovano in rete. Anche se in realtà, come ci confessano gli stessi immigrati, sono pochi coloro che davvero si possono permettere il lusso di leggere, guardare o ascoltare le informazioni, presi come sono dal lavoro e dalle incombenze quotidiane. Vanno a ruba invece i giornaletti redatti il più delle volte con approssimazione, reperibili nelle edicole o nei negozi alimentari etnici. In genere si tratta di rudimentali riviste di moda, gossip e sentimenti, stampate su carta di seconda scelta per un pubblico femminile, primo fra tutti filippino. Scarso sembra invece l’interesse degli stranieri nei confronti di quei giornali italiani che - tranne per la free-press che non costa nulla - sempre di più dedicano spazio all’immigrazione. «Servono da apripista - ci ha rivelato un imprenditore africano - ma entro breve realizzeremo noi delle testate a livello nazionale così come succede già in molti altri Paesi europei per non parlare negli Stati Uniti». Una nuova concorrenza nell’informazione nostrana?