Gli studenti migliorano in matematica anche senza "aiutini" dei professori

Il ministero ha pubblicato i risultati dei test Invalsi, l'Istituto nazionale di valutazione. Il segnale più positivo riguarda il comportamento dei docenti che questa volta hanno "barato" meno. In passato soprattutto al sud era risultato evidente che i professori avevano aiutato gli alunni per evitare brutte figure.

Gli studenti italiani migliorano in matematica e anche qualche regione del sudcomincia a marciare più veloce. Segnali positivi, pochi ma buoni, che arrivano dopo lo scrutinio delle ultime prove Invalsi, ovvero i test somministrati alle scuole dall'Istituto nazionale di valutazione. Bene gli istituti del nord mentre nel centro-sud alzano il livello delle prestazioni Puglia e Abruzzo. «Puntiamo con decisione sulla valutazione, così come nei migliori sistemi scolastici internazionali -commenta soddisfatta il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,- I dati che arrivano sono incoraggianti».
Le prove che si sono svolte nello scorso maggio alla presenza di un osservatore esterno dell'Invalsi, hanno coinvolto quasi 3 milioni di studenti e, per la prima volta, sono state affrontate anche nelle superiori. Nel primo ciclo di studi gli alunni hanno dato in assoluto più risposte, lasciandone di meno "in bianco", per il ministero si tratta di un chiaro segno della progressiva abitudine degli studenti a misurarsi anche con prove standardizzate che oramai sono state introdotte nelle classi, anche se "a campione", da qualche anno. Ottimi risultati sono stati ottenuti soprattutto nelle domande aperte dove i ragazzi devono fornire motivazioni e giustificazioni, mostrando di aver realmente compreso ciò che è stato loro richiesto. Altro segnale positivo è la decisa riduzione dei fenomeni che il ministero chiama di "cheating" che tradotto in italiano significa che le scuole, intese come professori e dirigenti, quest'anno hanno barato di meno rispetto al passato. In alcuni casi, soprattutto al sud in particolare, era risultato evidente che i professori avevano aiutato i loro alunni per evitare brutte figure. Se un'intera classe o ancor peggio l'istituto nel suo insieme fornisce prestazioni assai scarse è evidente che il difetto sta in chi guida pur tenendo conto di eventuali situazioni di particolare disagio sociale. Ecco perchè in passato qualche professore pur di alzare il livello medio aveva fornito qualche "aiutino" di troppo ai propri alunni.
Quest'anno invece, nonostante ci siano stati meno "aiutini" risulta evidente che ad esempio per quanto riguarda la Matematica i ragazzi rispondono con maggiore sicurezza alle domande in cui si fa riferimento a competenze di base, acquisite anche nei cicli precedenti, in cui sono chiari il senso del quesito e la competenza cui esso si riferisce. Nella scuola secondaria superiore però si riscontra ancora una certa tendenza a saltare le domande a risposta aperta. Un dato che contraddice la convinzione secondo cui le domande a risposta chiusa penalizzerebbero maggiormente gli studenti, perché meno usate nella nostra scuola.
Per quanto riguarda le prove di Italiano in generale, i ragazzi sembrano trovare più facili le domande relative ai testi narrativi rispetto a quelle dei testi espositivi e argomentativi. Buoni gli esiti degli studenti sulle domande che richiedono la corretta interpretazione di una voce del dizionario, competenza molto importante per un uso corretto della lingua. In alcuni casi, invece, gli studenti sembrano incerti nella punteggiatura e dei tempi verbali.
Anche le prove di quest'anno scolastico evidenziano alcune differenze territoriali. In genere, nelle regioni settentrionali si registrano risultati migliori rispetto al sud. Tuttavia, è molto incoraggiante il risultato di alcune regioni del Mezzogiorno, come la Puglia e, in parte, l'Abruzzo. La Puglia infatti conferma, in quasi tutti i livelli scolastici, risultati che si allineano alla media nazionale. Le prove della scuola secondaria di secondo grado evidenziano una differenza, a volta anche considerevole, tra gli indirizzi di studio.
Fra qualche mese gli esiti saranno a disposizione di ciascuna scuola ed in questo modo ogni singolo istituto potrà iniziare un percorso di analisi e di approfondimento verificando quali sono le eventuali lacune da colmare o invece le eccellenze da perseguire.