Via Tortona tra innovazione e tradizione

Avere cento anni e non sentirli: la “Nuova Bocciofila Montevideo” 

Con la musica alta, sparata in strada da casse e amplificatori, a malapena si riesce a distinguere il tonfo secco delle bocce che cadono sul campo da gioco. Via Tortona a Milano, con i suoi showrooms interpreti di infinite sfaccettature del design moderno, non è infatti solo uno dei distretti più rappresentativi del Fuorisalone. Basta svoltare in via Bugatti per fare un tuffo nel passato: alla Nuova Bocciofila Montevideo, la modernità lascia il posto alla tradizione. Ha quasi un secolo di vita questo campo da gioco: “è la vera attrazione del Salone del Mobile”, sottolinea orgoglioso il presidente del circolo Agostino Felisari.

“Io mi ricordo che sessant’anni fa questa era una strada solo per lavoratori, per la gente operaia – rammenta Formaggino, un socio storico che guarda divertito gli amici che giocano - Adesso c’è un movimento che non si ritrova in altre aree milanesi", anche se aggiunge che “negli anni scorsi si vedeva più partecipazione; la crisi oggi si fa sentire”. “E’ diventata una zona importante via Tortona, via Savona: ci sono tutti gli stilisti” commenta un altro giocatore, chiamato amichevolmente dai colleghi “il Nonno”, perché tra i più anziani.

Alla bocciofila la storia si respira davvero, sul campo: questo è uno degli ultimi centri in cui si gioca “alla milanese”. Secondo la tradizione, la partita si svolge su più campi affiancati e separati da un cordolo: si tira in diagonale, superando le ondulazioni. Nella Milano del dopoguerra, visti i costi dei terreni, gli ampi spazi che questa modalità richiedeva, divennero insostenibile e i giochi alla milanese scomparvero per lasciare il posto ai campi all'italiana: ma non qui, non in via Bugatti.

“E’ un punto di riferimento per noi che veniamo tutti i giorni – racconta Domenico Salucci – Ci insegna a stare insieme, raccoglie le amicizie che sono nate e cresciute negli anni”. E poi lancia un appello alle nuove generazioni: “sentiamo questo sport e lo vorremmo tramandare ai giovani, per non far morire la tradizione. E’ un peccato che si perda! Non lo facciamo per lucro, ma per passione: ce l’abbiamo addosso. Aspettiamo nuove leve: è un gioco accattivante fatto di trucchetti, tecniche e sfide”. Oltre che di fantasia e coraggio: è questo lo spirito innovativo di via Tortona, con o senza Fuorisalone.

Claudia Vanni