Truffe all’americana contro gli anziani Scoperta la banda, in cella un balordo

Preso mentre tenta di raggirare un anziano ex finanziere con il trucco della falsa eredità

A furia di parlare di vecchietti raggirati, alla fine, i cittadini si sono fatti furbi e hanno chiamato il 113 appena notato alcuni individui sospetti in via Washington. E così è finito in manette un pluripregiudicato specializzato in «truffe all’americana». Vale a dire fingere che ci sia un eredità rimasta improvvisamente senza eredi e che per questo, in qualche modo, si può riscuotere e dividere. E sempre ieri una vecchietta di 88 anni ha smascherato e cacciato di casa due falsi tecnici dell’Azienda del gas.
L’arresto invece è il frutto di un paziente lavoro di pedinamento da parte della squadra mobile alla quale era appunto arrivata la segnalazione della presenza in via Washington di alcuni elementi sospetti. Gli agenti riescono a individuarli e prendono a seguirli, Scoprendo una banda di sette persone. La loro tecnica, quella della «truffa all’americana» infatti prevedeva un ampio ventaglio di personaggi.
Il raggiro si sviluppa infatti così: si ferma un vecchietto per strada chiedendo informazioni di una persona che abita in zona, destinatario di un’eredità. Solitamente un professionista, avvocato e medico, e come prova si mostrano delle buste contenenti soldi falsi. La vittima non lo conosce e mentre i due stanno discutendo arriva una terza persona, ovviamente un complice, che sente casualmente il discorso e spiega che l’erede è passato a miglior vita. Quindi l’eredità diventa una sorta di «res nullius» che in qualche modo si può anche spartire, ormai anche con il vecchietto tirato in mezzo. Solo che ci sono spese legali e notarili, bolli e marche da comprare. Insomma servono quattrini e a questo punto il nonnino si offre subito. Ritira uno o due migliaia di euro in banca. Il resto è facile da immaginare: i soldi finiscono nelle tasche dei truffatori.
L’altro giorno i balordi ci stavano provando con un anziano di 86 anni, ma è un ex finanziere che mangia la foglia e subito manda i balordi a quel paese. I poliziotti a quel punto intervengono e bloccano i sette, anche perché loro c’è anche Carlo Brancatelli, 41 anni di Messina. Si tratta di un latitante, ricercato per una condanna inflittagli dal tribunale di Trani proprio per truffe a vecchietti.
Non ha avuto invece bisogno della polizia Giacomina P., di 88 anni, che ieri mattina in via Appennini 37 ha ricevuto la visita di due «operai» dell’Aem. Quando questi hanno iniziato a parlarle di bollette non pagate e di un debito verso l’azienda di 50 euro, li ha cacciati in malo modo e ha poi chiamato il 113.

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