Università, scontri a Milano e Palermo Gli studenti: Napolitano ci ha ascoltato

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Ostruzionismo finito al Senato: il ddl Gelmini sarà votato definitivamente domani dall’aula di Palazzo Madama, intorno alle 16.<br />
Oggi cortei e proteste in tutto il Paese. Schifani: &quot;E' il senso di precarietà porta i giovani in piazza&quot;. A Palermo petardi contro Regione e questura: colpita giornalista (<strong><a href="/video/palermo_scontri_studenti_e_polizia/id=scontri_palermo">Video</a></strong>). Scontri con la polizia a Milano
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Roma - Giornata di votazioni e giornata di scontri. Mentre al Senato la riforma del sistema universitario è in dirittura d'arrivo, nel Paese studenti e ricercatori protestano. Scontri a Milano e Palermo dove sono state lanciate bottiglie e sassi contro la Regione e la Questura, durante l'asssalto è rimasta ferita una giornalista. Tensione alta anche a Torino dove gli studenti hanno assaltato una filiale della banca Mediolanum, imbrattato una libreria del gruppo Mondadori e lanciato oggetti controuna sede del Pdl. Nel pomeriggio una delegazione di studenti ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Fine ostruzionismo, si vota domani Ostruzionismo finito in aula al Senato e il ddl Gelmini, sia pure nella durezza del contrasto, sarà votato definitivamente domani dall’aula di Palazzo Madama intorno alle 16. È il risultato maturato nell’ultimo scorcio del confronto parlamentare dopo che hanno preso la parola la presidente dei senatori del PD, Anna Finocchiaro, il suo collega dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, e il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri.

Gli studenti al Quirinale "L’unico interlocutore che abbiamo finora avuto è stato il presidente della Repubblica che ha in qualche modo preso atto delle nostre istanze". Così Luca Cafagna, uno degli studenti che oggi hanno Napolitano, all’uscita dall’incontro con il Capo dello Stato. "Il presidente ha fatto un atto importante - dice Cafagna - ha cercato in qualche modo di riconoscere che esiste un movimento che in questo momento non è stato ascoltato".

Roma, bloccata uscita tangenziale Per alcuni minuti un gruppo di studenti ha bloccato l’uscita Prenestina della tangenziale Est. Il corteo ha proseguito lungo la via bloccando il traffico in entrambi i sensi di marcia e intonando cori: "Università pubblica".

Petardi a Palermo: ferita una giornalista Momenti di forte tensione a Palermo. Gli studenti hanno protestato davanti palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, lanciando grosse pietre verso la polizia. Un sasso ha colpito anche una giornalista ad un braccio. I giovani hanno poi lanciato pietre e bottiglie anche contro la Questura del capoluogo siciliano. 

Scontri con la polizia a Milano Scontri a Milano tra studenti e forze dell’ordine in piazza San Nazaro in Brolo. A poche centinaia di metri dall’Università Statale di Milano da dove era partito il corteo, una decina di poliziotti in tenuta antisommossa hanno tentanto di fermare i manifestanti. Al grido di ’nazistì e ’via, via la polizià gli studenti sono riusciti a sfondare il cordone degli agenti che in qualche caso hanno risposto levando i manganelli e stanno proseguendo per via Sforza dove stanno arrivando i rinforzi delle forze dell’ordine.

Salerno, banane come pistole hanno scelto l'ironia gli studenti che protestano a Salerno: "Le banane sono le nostre pistole che non sparano". "La nostra - spiega Stefania Leone, una delle ricercatrici che sta effettuando il presidio davanti alla Provincia - è una protesta pacifica".

Napoli, tensioni con gli automobilisti Momenti di tensione nella coda del corteo degli studenti in via Marina, a pochi metri dal varco Pisacane del porto. Alcuni automobilisti stavano cercando di oltrepassare il cordolo che divide la carreggiata per evitare il corteo, uno scooter ha però urtato alcuni manifestanti ed è nato un parapiglia. Sono intervenuti alcuni agenti della polizia municipale per dividere manifestanti ed automobilisti.

Terzo giorno di lavori al Senato Dopo la caotica parentesi di ieri pomeriggio, quando la vice presidente dell’assemblea Rosi Mauro ha dato per approvati almeno quattro emendamenti dell’opposizione (emendamenti poi rimessi al voto dell’assemblea dal presidente Renato Schifani in serata), oggi la seduta sta andando avanti senza contrasti. Ma la strada del governo e della maggioranza rimane lunga: l’aula, ripresa alle 9.30, è errivata ad approvare l’articolo 9 sui complessivi 29 del testo, mentre restano da esaminare oltre 400 emendamenti sugli 856 depositati dall’opposizione. Quindi il voto finale, previsto per la giornata di oggi, corre sul filo del rasoio e il disco verde sul provvedimento potrebbe anche slittare a domani, anche se ovviamente il fermo proposito del ministro Gelmini è di chiudere la partita oggi.

Gelmini: "Mi auguro non ci siano incidenti gravi" "Mi auguro tutto si svolga senza incidenti gravi". Così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, parlando con i giornalisti al Senato, dopo le notizie degli scontri avvenuti a Palermo. "Faccio un appello a tutti - prosegue - serve grande senso di responsabilità. Non c’è bisogno di farsi del male per un ddl. È un diritto manifestare, ma non bisogna mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, la circolazione del traffico e creare problemi ai commercianti in un periodo particolare come quello natalizio". 

Schifani: senso di precarietà porta giovani in piazza "Il senso di precarietà accentua il malessere e porta i giovani a sfogarsi in piazza", afferma il presidente del Senato, Renato Schifani. La seconda carica dello Stato fa un appello ai giovani affinché "non ci siano episodi di violenza. Gli episodi isterismo - prosegue il presidente del Senato - vanno tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine, mentre va interpretata l’insoddisfazione della base degli studenti".

Sigillate 100 scuole private
Nel frattempo, in tutto il Paese, stanno inziando i cortei.  Blitz in mattinata dell’UdS in oltre 100 scuole private da Nord a Sud (Milano, Firenze, Bologna, Cagliari, Napoli, Bari, Cosenza e altre), sigillate con nastro da cantiere, per "porre l’accento sul processo di privatizzazione messo in campo da governi di ogni schieramento negli ultimi 15 anni, per demarcare la qualità dell’istruzione pubblica rispetto ad un’idea di formazione di elite, finanziata con moneta sonante dal ministero all’ultima Finanziaria". Lo annuncia in una nota l’Unione degli studenti.

Appello degli studenti a Napolitano Gli studenti dell’Udu, l’Unione degli univetrsitari, che oggi protestano contro la riforma chiedono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "che si è più volte espresso sull’importanza della formazione e per l’ascolto delle proteste, di non firmare il ddl Gelmini". "Nonostante i mesi di grande mobilitazione degli studenti e di tutto il mondo accademico - afferma l’Udu - il Senato sta continuando con la discussione e l’approvazione del ddl gelmini. Riteniamo che questa sia una scelta che conferma la sordità di questo governo e della maggioranza verso i giovani e gli studenti di questo paese che stanno chiedendo garanzie e sicurezza per il proprio futuro".