«Una violenza incredibile ma non siamo al Far west»

Scarpis: «Ho pressato i miei uomini, sono stati bravi Un’indagine perfetta»

Paola Fucilieri

«È stata un’indagine fatta bene e il merito è tutto dei miei investigatori». Di persone come il vicequestore Alessandra Simone e della sua squadra, la sezione «violenze sessuali e minori» della squadra mobile. «Poliziotti che non hanno dormito per tre giorni, dando il massimo per raggiungere il miglior risultato possibile nel lasso di tempo più breve. Li ho pressati parecchio, lo ammetto, ma era indispensabile. Indagini come queste vanno, come si dice, “cotte e mangiate”. Altrimenti si rischia di non chiudere il cerchio, di perdersi. E di non portare a casa il risultato».
Il questore Paolo Scarpis si era impegnato in prima persona, con il padre della studentessa violentata dal branco di rumeni nelle campagne in fondo a via Ripamonti, affinché i responsabili finissero tutti, e in breve, dietro le sbarre. «Non ci sfuggiranno, li stiamo andando a prendere» aveva più volte promesso Scarpis, senza fare mistero con la stampa della parola data al padre della ragazza subito dopo lo stupro di gruppo di cui era stata vittima. Il questore avrebbe potuto non esporsi personalmente o solo tenere per sé la promessa fatta al genitore sconvolto, giusto per non rischiare la faccia qualora quei risultati, quegli arresti, non fossero arrivati. Invece Scarpis, profondamente indignato per l’accaduto, non appena ha saputo che la notizia era trapelata da palazzo di giustizia (quando lui, invece, aveva espressamente chiesto a tutti gli inquirenti il riserbo assoluto per non compromettere l’esito delle indagini, ndr) ha dichiarato pubblicamente guerra al branco.
Ma scusi signor questore, era così sicuro del risultato?
«Se vuol sapere se ero cosciente che quella dichiarazione mi si poteva ritorcere contro, be’ sì, lo ero. Ma sono altrettanto conscio del valore dei miei investigatori».
Vuol dire che li «torchia» al punto che loro non possono che fare di tutto e di più per assicurare i delinquenti alla giustizia? Ma dare il meglio non vuol sempre dire raggiungere determinati risultati. Dopo due arresti chi le dava la certezza che sarebbero arrivati anche gli altri tre?
«Nessuna certezza. Ma ripeto: conosco il valore degli investigatori di questa questura».
È stato proprio qualcuno tra i suoi investigatori a dire che il branco finito in manette ha l’aria di un gruppo che ha già stuprato. Che ne pensa?
«Non abbiamo denunce che lo provino. E insisto a dire che questo stupro è stato clamoroso proprio perché unico episodio nel suo genere in questa città. Milano non è il Far West».