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"Dobbiamo completare l'azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani e dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare finora oltre 25 mila connazionali dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazione in particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le nazioni del Golfo per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il ministero degli Esteri, l'intelligence e la Protezione Civile per questo importantissimo lavoro". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Meloni: Rimpatriati 25 mila italiani, completare messa in sicurezza connazionali

"Abbiamo promosso un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il Presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare. Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d'intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell'area". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Meloni: Intesa con Europa per stabilizzare l'area

"Dobbiamo ammettere che, non essendo stati parte diretta dei negoziati, non abbiamo gli elementi per avvalorare con certezza, ma neanche per smentire, le valutazioni degli Stati Uniti sull'indisponibilità dell'Iran a chiudere un accordo definitivo. Il punto è che noi viviamo, purtroppo, in un mondo che ci costringe a scegliere tra cattive opzioni. Quindi, da una parte consideriamo drammatico l'avvio di un altro conflitto, e non sottovalutiamo gli impatti diretti - soprattutto di carattere economico - che quel conflitto può generare per l'Italia, ma dall'altra sappiamo che si tratta di conseguenze che non sono neanche paragonabili ai rischi che correremmo se facessimo finta di nulla, di fronte allo scenario di un regime fondamentalista che massacra i suoi oppositori, colpisce i Paesi del Golfo e si dota di missili a lungo raggio con testate atomiche. Queste sono le nostre valutazioni, e le ragioni della nostra prudenza. Certo, sarebbe molto più facile per noi rispondere con slogan e frasi fatte, alimentando la comprensibile paura dei cittadini, ma sarebbe anche molto meno responsabile e molto più pericoloso". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Meloni: Gli slogan sarebbero facili, ma scegliamo la prudenza

“Si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal diritto internazionale, lì dobbiamo collocare l’intervento di Usa e Israele. Voglio dirlo a scanso di equivoci, un attacco al quale l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”, ha sottolineato la premier, aggiungendo che quella in Iran è “un’escalation militare che l’Italia si è invece impegnata nei mesi scorsi a evitare insieme a nazioni come l’Oman e il Qatar. Ricordo che per due volte abbiamo ospitato a Roma i negoziati sul nucleare e che dall’inizio abbiamo sostenuto ogni sforzo di facilitazione che veniva condotto. A lungo abbiamo anche tenuto aperto un canale di comunicazione con Teheran, sottolineando l’urgenza di un accordo che assicurasse il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano”. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Meloni: Italia con Oman e Qatar ha cercato di evitare escalation

"Abbiamo promosso un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il Presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare. Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d'intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell'area". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Meloni Avanti con raccordo con Francia, Germania e Uk

La crisi in Medio Oriente “investe con i suoi effetti l’economia e gli interessi italiani”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Ci impone di agire con lucidità e serietà”, ha aggiunto, auspicando che si possa sottrarre “la discussione a una polarizzazione politica”. “Qui non c’è un governo che si sottrae al” dibattito “parlamentare” e “non c’è un governo complice di decisioni altrui, ne un governo isolato in Europa”, “tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia di un impegno che non abbiamo mai smesso di portare avanti in questo complesso quadrante della geopolitica”, ha spiegato la premier. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Crisi Iran investe nostri interessi, Governo non si sottrae a dibattito

"Voglio relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in apertura delle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Crisi in Iran tra le più complesse degli ultimi decenni, serve serietà

Lo Stato italiano ha formalizzato l'acquisizione di un raro ritratto di Caravaggio per la somma di 30 milioni di euro. L'opera, raffigurante il futuro pontefice Urbano VIII, sarà assegnata alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma e stabilmente esposta nelle collezioni di Palazzo Barberini. Il dipinto, identificato come "Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini", fu realizzato dal maestro Michelangelo Merisi da Caravaggio in un periodo in cui il nobile, nato nel 1568, aveva circa trent'anni. L'iconografia del dipinto presenta Barberini in posizione seduta, che stringe una lettera nella mano sinistra, mentre la destra è protesa in avanti, rivolta verso l'osservatore. L'atto di acquisizione, dopo oltre un anno di trattative con i proprietari privati, è stato firmato al Ministero della Cultura alla presenza del Ministro Alessandro Giuli, del direttore generale Musei, Massimo Osanna, del direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Thomas Clement Salomon, e del notaio Luca Amato. Mic (Alexander Jakhnagiev)

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"Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini" di Caravaggio acquistato dall'Italia per 30 mln. Immagini
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