La tensione torna a salire nello Yemen e lungo il Mar Rosso. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco contro una base militare nella regione saudita di Sharurah, affermando di aver colpito depositi di armi e centri di comando e controllo con missili balistici e droni. Nel frattempo, più di 2.000 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti in appena 24 ore, mentre le forze Houthi hanno rafforzato il loro controllo sulla costa del Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo le Nazioni Unite, almeno 76mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case dallo scorso luglio.
Onu, oltre 2.000 persone fuggite dai combattimenti in Yemen verso Gibuti
Sono oltre 2.000 le persone sbarcate a Gibuti questa settimana dopo essere fuggite dall’intensificarsi dei combattimenti tra i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, e le forze governative appoggiate dall’Arabia Saudita. Lo hanno reso noto le Nazioni Unite. Decine di migliaia di persone sono fuggite in seguito a un’offensiva Houthi durata una settimana, culminata con la conquista da parte del gruppo del tratto restante della costa yemenita sul Mar Rosso e di diverse isole strategiche, consolidando così il controllo sullo stretto di Bab el-Mandeb. Giovedì, il gruppo ha preso il controllo della città portuale di Mocha, sul Mar Rosso, situata lungo una rotta marittima fondamentale per le navi dirette dall’Europa all’Asia. “Più di2.000 persone in fuga dalle ostilità in Yemen sono arrivate sulle coste di Gibuti”, scrive su X l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). L’agenzia Onu ha riferito che i primi arrivi sono avvenuti giovedì sera mentre da luglio si contano almeno 76.000 sfollati a causa dei combattimenti. Gibuti ospita basi militari di Stati Uniti, Cina, Giappone, Francia e Italia, tutte strategicamente orientate verso lo stretto di Bab el-Mandeb.
Tajani: "Attacchi? Nostri militari in sicurezza"
“Sono normali misure di sicurezza che vengono adottate perché i nostri militari possano essere garantiti. Sappiamo che è una situazione complicata e ci auguriamo si possa trovare la firma di un accordo. Abbiamo condannato gli attacchi degli Houthi all’Arabia Saudita. Ci auguriamo che la situazione possa cambiare. Bisogna lavorare per costruire un nuovo processo e continuare a difendere con la missione Aspides le navi mercantili nel MarRosso”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di ‘Azzurra Liberta’’ che si chiude oggi a Montesilvano.
Pezeshkian, non siamo in guerra con Arabia Saudita
L’Iran tenta di rassicurare che il regime non è coinvolto nello scontro in atto tra le milizie Houthi e l’Arabia Saudita. Teheran “non è in guerra con l’Arabia Saudita”, ha detto in un’intervista ad Al Jazeera il presidente Massoud Pezeshkian. Gli Houthi hanno “le loro questioni”, ha spiegato.
Teheran, colpita nostra nave a Hengam,1 morto e 3 feriti
È di un morto e tre feriti il bilancio dell’attacco a una nave mercantile iraniana al largo dell’isola di Hengam. Lo fa sapere Amir Teymouri, governatore di Qeshm, sottolineando che il raid è avvenuto intorno alle 5 del mattino, nella zona dell’isola di Hengam e lungo la lunga costa digradante dell’isola di Qeshm.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di prendere di mira le infrastrutture civili e di privare gli iraniani dei beni di prima necessità, affermando che Teheran non si arrenderà sotto pressione. “Se gli americani sono guerrieri, allora affrontino le nostre valorose forze militari”, ha scritto Pezeshkian su X.
Pezeshkian: "Gli Usa prendono di mira le infrastrutture civili, non ci arrenderemo"
“Perché muovere guerra alle infrastrutture civili, alle scorte alimentari e ai mezzi di sussistenza?”, ha aggiunto il presidente iraniano che ha poi accusato Washington di negare alla popolazione l’accesso ad acqua, cibo e medicine. “Il nostro popolo non si lascerà intimidire e piegare alla sottomissione. L’Iran non si arrenderà“, ha concluso.
Yemen: media, circa 1.400 persone scappate verso Gibuti
Più di 1.400 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti in sole 24 ore. È quanto dichiarano le autorità locali, mentre le forze Houthi rafforzavano il loro controllo sulla costa del Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb, di vitale importanza strategica. Il ministro dell’economia e delle finanze di Gibuti, Ilyas Moussa Dawaleh, ha rivelato la cifra in un post su X, scrivendo che i rifugiati erano arrivati “dallo Yemen in sole 24 ore”.
L’ondata migratoria aggrava ulteriormente la crisi degli sfollati in Yemen, dove, secondo le Nazioni Unite, almeno 76.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case da luglio, un numero quadruplicato nell’ultima settimana a causa della ripresa dei combattimenti. I combattenti Houthi, alleati dell’Iran e che già controllano una porzione significativa del nord dello Yemen, tra cui la capitale Sana’a e la città occidentale di Hodeida, hanno avanzato rapidamente lungo la costa del Paese negli ultimi giorni.
Houthi, "Colpita una base militare saudita con missili balistici e droni"
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno affermato in nottata di aver preso di mira depositi di armi e centri di comando e controllo in una base militare nella regione di Sharurah, in Arabia Saudita, utilizzando missili balistici e droni. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che l’operazione ha coinvolto un ampio lancio di missili balistici e droni, affermando che gli attacchi sono stati “precisi e diretti”. Lo riporta Iran International.
