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Guerra

Da Mosca mille missili e bombe per lasciare al buio e al gelo l'Ucraina

Obiettivo: costringere il Paese a un autunno sempre più duro. Privandolo anche dell’acqua

epa13264303 Ukrainian rescuers work at the scene of a Russian attack on a market in a residential area, in Zaporizhzhia, Ukraine, 26 September 2026, amid the ongoing Russian invasion. According to Ukrainian President Volodymyr Zelensky's official Telegram channel, at least two people were killed in Zaporizhzhia, and over a dozen injured across the country after multiple strikes targeted residential areas in the capital and other regions. EPA/DARYNA NAUMOVA

La guerra entra nell’autunno scegliendo con cura ciò che può far più male. A Kiev, mentre il calendario scivola verso l’inverno, il fronte potrebbe spostarsi dalle trincee alle prese elettriche, dalle linee del fuoco a quelle dell’acqua e del riscaldamento. La prossima battaglia potrebbe essere combattuta contro ciò che permette a una città di continuare a vivere. Secondo il New York Times, Mosca starebbe preparando una nuova campagna di attacchi su larga scala contro il sistema energetico e le infrastrutture essenziali ucraine, con l’obiettivo di lasciare le principali città al buio, al freddo e senza acqua. Il quotidiano americano cita un documento russo datato agosto e consegnato da Kiev ai partner europei: un piano articolato in più fasi che contemplerebbe l’impiego di mille missili, droni e bombe. Nel mirino anche la rete dei tre siti nucleari.

Il quadro si inserisce in una Kiev già sotto pressione: nuovi attacchi di droni hanno colpito la capitale fino a tarda sera, incluso a più riprese il ponte Pivdennyi sul Dnipro, paralizzando il traffico stradale e della metro. Zelensky dice al Financial Times che Putin ha ordinato di abbandonare i vincoli delle precedenti campagne aeree. Citando l’intelligence ucraina, sostiene che a settembre sia arrivato l’ordine di «non avere più regole», con un’intensificazione dei target civili. L’obiettivo sarebbe spingere gli abitanti ad abbandonare Kiev, mentre le ambasciate già ci stanno pensando. Mosca presenta una lettura opposta. Secondo Peskov, la Russia è aperta ai negoziati, ma considera essenziale interrompere le forniture via mare di armi, munizioni e carburante destinati all’Ucraina.

La prospettiva di una guerra lunga trova conferma nei numeri della finanza pubblica russa. Mosca prevede per il 2027 circa 205 miliardi di dollari di spesa militare, oltre il 40% in più rispetto alle previsioni per il 2026, e circa il 44% della spesa pubblica. L’Europa cerca di mantenere il sostegno a Kiev. Bruxelles ha erogato una tranche da 2,9 miliardi di euro, mentre la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo prevede finanziamenti per 2,7 miliardi.

Sul terreno la guerra continua a colpire oltre le linee del fronte. Mosca denuncia attacchi contro quattro raffinerie, Kiev rivendica a sua volta operazioni contro raffinerie, aeroporti militari e infrastrutture legate alla produzione bellica. Tutto questo mentre il Telegraph svela il nome della mente del sabotaggio all’aeroporto di Lipsia: il russo Oleg Levushkin, imprenditore residente a Riga, collegato al colonnello del Gru, Denis Smolyaninov, responsabile di attività di sabotaggio all’estero. L’intelligence ucraina ha annunciato che gli 007 russi intensificheranno operazioni ibride sui territori Ue e Nato.