L’Unione europea eroga 4,36 miliardi di euro a Kiev, mentre prosegue il sostegno occidentale all’Ucraina sul piano militare e diplomatico. La premier Giorgia Meloni ha inviato una mail al presidente del Consiglio europeo António Costa, mettendo in guardia dal “rischio Europa irrilevante nel processo negoziale”. Intanto, la Russia continua a colpire l’Ucraina con droni e missili, mentre Kiev deve fare i conti con nuove interruzioni dell’energia elettrica. Sul fronte degli aiuti, l’Italia sta preparando un nuovo pacchetto militare che potrebbe comprendere missili intercettori Aster per la difesa antiaerea. Nel dettaglio, i fondi europei comprendono 3,7 miliardi di assistenza macrofinanziaria e 658 milioni destinati alla difesa. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno dell’Ue all’Ucraina in vista del quinto inverno di guerra. La questione centrale resta il ruolo dell’Europa nei futuri negoziati di pace, su cui Meloni chiede un maggiore coinvolgimento europeo.
Erdogan vuole parlare con Putin per tentare di porre fine alla guerra
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito l’impegno della Turchia negli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, affermando che Ankara auspica di tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, dopo aver discusso con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Parlando ai giornalisti durante il volo di ritorno dalla Corea del Sud, Erdogan - riporta il quotidiano Daily Sabah - ha sottolineato la determinazione della Turchia a proseguire nell’opera di mediazione e a sostenere le iniziative mirate a raggiungere una risoluzione pacifica del conflitto.
Capo Chiesa greco-cattolica: "Senza Papa tregua a Oleshky impossibile"
“Senza la voce e l’intervento diretto del Santo Padre la tregua” a Oleshky “non sarebbe stata possibile”. Shevchuk definisce le telefonate del Papa a Putin e Zelensky, avvenute pochi giorni prima dell’accordo sulla tregua umanitaria, un gesto “profetico”. “Abbiamo la speranza - afferma ancora Shevchuk - che forse Oleshky entrerà nella storia dell’Europa moderna come gesto profetico che annuncia una pace più grande. Ma purtroppo il presidente russo ha detto che non ci saranno più tregue di questo tipo. Bisogna studiare bene questo evento e capitalizzarlo come fondamento, una storia già fatta per le possibili trattative future”.
Meloni a Costa: "Improcrastinabile che l'Europa parli a una voce sull'Ucraina"
“Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in Consiglio Europeo. Mi riferisco alla necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile”. Inizia così una lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni al presidente del Consiglio Ue Antonio Costa. Secondo Meloni, il susseguirsi di interventi in vari formati e composizioni diverse sta rendendo gli europei “poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre Nazioni si confrontano. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che - rimarca -sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza”.
Ue eroga 4,36 miliardi a sostegno di Kiev
L’erogazione odierna a sostegno del bilancio rappresenta il secondo dei tre pagamenti previsti per il 2026, nell’ambito dell’assistenza macrofinanziaria (AMF) destinata a coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina, per un totale di 8,35 miliardi di euro. L’AMF si basa su un protocollo d’intesa che definisce le precondizioni, le riforme e le misure politiche connesse a tale strumento. Le misure sono concepite per aiutare l’Ucraina a mobilitare le entrate interne, migliorare la sostenibilità e la qualità della spesa pubblica e rafforzare i sistemi di gestione delle finanze pubbliche.
Recuperati i corpi di 42 ucraini nel villaggio di Komyshuvakha
Sono stati recuperati i corpi di 42 ucraini nel villaggio di Komyshuvakha, nell’oblast di Zaporizhzhia, dopo l’attacco russo del 2 novembre che ha devastato un edificio scolastico dove stava avvenendo una distribuzione di aiuti umanitari. Lo ha riferito la Polizia Nazionale, precisando che ancora non è in possesso di un bilancio definitivo delle vittime dell’attacco al villaggio, uno dei più letali dall’inizio dell’invasione su vasta scala, quattro anni e mezzo fa.
