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“Vinco con la testa e all’estero non andrei...”

Soprannominato Tete, il 27enne varesino, oro ai Giochi di Parigi nei 100 rana battendo per due centesimi il suo mito Peaty, torna in Francia per gli Europei. Da quest’anno si allena a Verona con Matteo Giunta

Martinenghi e il giallo della squalifica: cosa è successo ai Mondiali di nuoto

Il primo oro azzurro ai Giochi di Parigi lo prese Martinenghi nel nuoto. Da ragazzino Nicolò sognava di battere il marziano dei 100 rana Peaty: ci riuscì per due centesimi proprio all’Olimpiade. Tete, come tutti lo chiamano, ha 27 anni, è varesino dell’Aniene e da quest’anno vive a Verona, allenato dal marito della Pellegrini, Matteo Giunta. Ieri è tornato a Parigi per gli Europei dopo una stagione tormentata dalla spalla.

Ai Giochi oltre al trionfo sfoggiava capelli giallo-oro, adesso porta una collana con tanto di M d’oro bianco: è diventato un brand?

«Eh no, sono cambiate un po’ di cose, ma fa parte del percorso. Una volta era solo macinare, gareggiare».

Ha un titolo da difendere...

«In realtà ora mi metto in gioco. Provo cose vincenti, sfide nuove in un nuoto dal calendario folle».

Diceva: se vinco l’oro olimpico cambio vita.

«Sono di parola. Sto cercando di esplorare: a me piace cambiare sempre».

Ad esempio ha scelto Verona.

«Verona mi ha accolto bene. Mi sento a casa, è una città a misura d’uomo. Ora amo anche stare in casa».

Alcuni suoi colleghi hanno scelto l’estero e lei Verona, lei come guarda a Los Angeles?

«Preferisco Parigi... l’American Dream non l’ho mai avuto. Ceccon mi ha spiegato bene l’Australia: è un’altra concezione. Sarei andato come la Curtis, la Quadarella all’estero, ma solo per curiosità, magari in vacanza».

E il primo anno con un nuovo tecnico com’è andato?

«Con Matteo sto facendo cose diverse e mi trovo molto bene. Ho sradicato un po’ tutta la mia routine. Cerco di rimanere il più possibile quello che sono».

La stimolano di più i 50 rana neo olimpici o vorrebbe rivincere i 100?

«Non sono più stato a Parigi, un posto per me talmente magico che l’ho un po’ eclissato. Guardo più avanti che dietro. Non si può vivere di rendita. Ho scalato un monte e voglio rifarlo da un sentiero diverso. Ora la sfida è più bella e difficile. La testa c’è già».

Lei ha vinto tutto fino all’oro olimpico.

«Non è stato un risultato estemporaneo. C’erano tutti, Peaty, Qin. Il nuoto non è solo tempo: è competizione, divertimento, adrenalina, tecnica, tenacia. Quando stacchi dal blocco hai le stesse braccia e gambe degli altri. Se mi avessero detto fai

il record personale e arrivi 2°, avrei detto di sì? Mai. In quella gara, conta come ti approcci: è stata unica».

Ora si mette in gioco il nome e cresce la paura?

«No, mai avuto paura di perdere. Nella vita devi perdere, anche la fiducia».

Anche a Ceccon è venuto qualche dubbio. Lui con quel talento

«Thomas ha doti acquatiche diverse. Io magari ho doti più mentali per tirare fuori qualcosa in più. Quando sono lì so tutto: il talento è nella testa».

Se riguarda le foto dell’oro olimpico con i capelli dorati?

«Li colorerei ancora. L’unica rottura è che è durata tantissimo tenerli così».

Cerasuolo e Viberti vanno forte: pensiero finale prima degli Europei?

«Quando sul blocco mi sentirò inferiore, lascerò. Mai gareggiato contro qualcuno, ma contro me stesso e il tempo. Devi avere la forza interna».

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