Silvia Paparella si è insediata un mese fa alla presidenza di Sogesid, le chiediamo quali sono le priorità strategiche del suo mandato. «La mia presidenza parte da una consapevolezza molto chiara: Sogesid ha alle spalle un percorso di risanamento e di crescita importante, ma soprattutto ha davanti a sé una fase di ulteriore consolidamento e sviluppo».
Con quali obiettivi?
«Il nostro obiettivo sarà dare continuità a questo percorso, rafforzando il ruolo della società come braccio operativo dello Stato nell’ingegneria ambientale e territoriale. Nel triennio 2023-2025 il valore della produzione è cresciuto da 52,7 a 75,9 milioni, con un incremento del 44%; il margine operativo lordo è passato da -0,7 a 3 milioni, con una crescita del 528%, mentre il risultato operativo è salito da -1 a 2,3 milioni. Il 2025 si è inoltre chiuso con un utile netto di 1,979 milioni, il secondo bilancio consecutivo in utile dopo oltre un decennio di criticità economico-finanziarie».
L’Italia affronta sfide sempre più complesse sul fronte del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici..
«Il contrasto al dissesto idrogeologico è uno degli ambiti nei quali Sogesid sta mettendo maggiormente a disposizione il proprio patrimonio di competenze. La sfida, oggi, è passare da una logica prevalentemente emergenziale a una politica strutturale di prevenzione, programmazione e manutenzione del territorio. Un esempio particolarmente significativo è rappresentato dall’Emilia-Romagna, dove Sogesid coordina 136 interventi post alluvione tra infrastrutture, viabilità e opere sui corsi d’acqua. Dalla Calabria alla Sardegna, forniamo supporto ai Commissari per il contrasto al dissesto idrogeologico. Vogliamo essere un soggetto capace di accompagnare l’opera dalla programmazione al cantiere, riducendo i tempi e aumentando la capacità delle amministrazioni di utilizzare in modo efficace le risorse disponibili».
Sogesid ha rafforzato il ruolo di supporto alle istituzioni. Come queste collaborazioni potranno tradursi in risultati concreti per cittadini e enti locali, soprattutto negli interventi più complessi?
«La collaborazione con il Commissario Ciciliano riguarda territori caratterizzati da significative fragilità infrastrutturali e sociali. In questo contesto, Sogesid mette a disposizione un patrimonio multidisciplinare di competenze ingegneristiche, tecniche, amministrative e legali, con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle istituzioni di affrontare e realizzare interventi complessi, riducendone i tempi di attuazione. Il programma di riqualificazione del Quarticciolo è un esempio concreto di questo approccio. Nel quartiere romano Sogesid è impegnata nelle attività di supporto tecnico e operativo per un programma che comprende il recupero degli edifici residenziali, il miglioramento dell’accessibilità, l’efficientamento degli impianti e la riqualificazione degli spazi pubblici e delle aree verdi. Interventi che hanno una forte valenza non soltanto infrastrutturale, ma anche sociale e urbana, perché incidono direttamente sulla qualità della vita delle comunità».
L’ingegneria ambientale italiana rappresenta un patrimonio di competenze riconosciuto a livello internazionale. Quale ruolo può giocare Sogesid?
«Il piano industriale 2026-2028 individua la cooperazione internazionale come una delle direttrici strategiche di crescita della società. L’obiettivo è costruire partnership e joint venture con soggetti pubblici e privati, facendo di Sogesid un presidio tecnico-ambientale, di qualità e project management. Penso inoltre al progetto Porti 2040; l’idea è considerare il porto come un hub di energia, logistica, innovazione e digitalizzazione. E al tema dell’acqua».
