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Il 30% di chi viaggia sui mezzi pubblici ha subito molestie

La rettrice Brambilla: "Non dobbiamo censurare la percezione dell'insicurezza"

Il 30% di chi viaggia sui mezzi pubblici ha subito molestie
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Non basta che la metro aumenti le corse, che il tram abbia una frequenza umana, che l'autobus arrivi puntuale. Il "servizio pubblico" per essere davvero un "servizio" non deve essere solo efficiente, ma anche sicuro e pienamente accessibile. È proprio sulla percezione della sicurezza che è stata realizzata l'indagine "Sentirsi al sicuro sui mezzi pubblici: una prioirità per tutti" dall'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del bacino della Citta metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Due i dati principali che emergono: un terzo degli intervistati confessa di essere stato vittima di molestie (ovviamente la maggior parte sono donne). E nel 70 per cento dei casi segnalati nessuno è intervenuto in difesa della vittima. Risultato: è la paura che rallenta migliaia di persone ancora prima di salire a bordo dei mezzi. Non sempre fondata sui numeri reali della criminalità, ma reale negli effetti, spesso costruita in base alla propria brutta esperienza, al contesto di disagio, alla scarsa illuminazione, alla trascuratezza dei luoghi, all'assenza di persone, dalla memoria di un episodio visto o subito. Con una conseguenza: l'esclusione sociale dei gruppi più vulnerabili come donne, anziani, disabili e minoranza etniche. Ecco perché "è importante ascoltare la paura e anche la sua semplice percezione. Non censurarla anche se i dati oggettivi ci restituiscono una realtà diversa. Solo così possiamo capire come affrontarla e trovare eventuali soluzioni", ha commentato la rettrice della Statale Marina Brambilla. L'indagine ha raccolto 3583 risposte nella comunità accademica, il 53% studenti il resto il personale aministrativo, docenti. L'82% utilizza i mezzi per raggiungere la Statale, anche perchè, come ci spiega Brambilla, l'Università contribuisce in gran parte al costo dell'abbonamento mensile per tutti di dipendenti. La metro è il mezzo più utilizzzato (35%) seguito da treno (32%), tram e autobus (11%), e passante (4%). Il 9% usa auto o moto, una scelta obbligata per zone dove i servizi non arrivano. Quasi un intervistato su tre dichiara di aver vissuto esperienze dirette di molestie. Gli apprezzamenti verbali non richiesti quindi fastidiosi sono la forma più frequente (il 43% del totale e arrivano al 54% le segnalazioni femminili). Seguonno i contatti non opportuni (25%), più riferiti alle donne che agli uomini tra i quali invece pesano di più minacce, aggressioni e furti. E poi c'è quel 70% dei casi in cui nessuno interviene. Perchè nessuno si accorge ma anche perchè c'è chi guarda ma non interviene.

Da qui le proposte raccolte: più presidi visibili, più illuminazione, pulizia, ma anche sistemi di allarme, personale più formato e campagne di sensibilizzazione. Perchè, come ha detto Francesca Zajczykpresidente del Cda per il trasporto pubblico locale "la paura non diventi una barriera invisibile al diritto di muoversi".

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