Allarme funghi velenosi: «Troppi cercatori inesperti»

Le intossicazioni, a volte mortali, restano la minaccia più grave in un anno di grandi raccolte

Federico De Rossi

da Savona

Grazie anche alle piogge del mese di agosto si annuncia una stagione d'oro per la raccolta di funghi nei boschi dell'entroterra della Provincia di Savona, Sassello, Bardineto, Calizzano, e non solo. Come ogni anno, in questo periodo, le Asl mettono a disposizione tutte le attività sanitarie di controllo sulla raccolta di funghi epigei spontanei. E come sempre, si raccomanda di far controllare attentamente i funghi raccolti per evitare che una bella mangiata in famiglia possa trasformarsi in tragedia. La parola d'ordine, quindi, resta prevenzione.
Le specie fungine sono migliaia ma non tutte sono commestibili e spesso differiscono tra loro per caratteristiche che solo un esperto micologo è in grado di riconoscere. E nonostante le ripetute raccomandazioni e gli inviti alla massima cautela, ogni anno si presentano casi di intossicazione a seguito di ingestione da funghi, 17 solo lo scorso anno nella Provincia di Savona, intossicazioni spesso anche mortali.
L'Ispettorato Micologico della Asl 2 savonese, istituito nel 2001, svolge funzioni di prevenzione delle intossicazioni da funghi epigei spontanei attraverso un monitoraggio dei funghi raccolti, trasformati e commercializzati. In Provincia di Savona sono otto i micologi della Asl 2 savonese che operano in quattro sedi, Albenga, Loano, Carcare e Savona.
Nel tradizionale periodo della raccolta dei funghi, dal 5 settembre al 5 dicembre, l'Ispettorato Micologico metterà in campo tutte le attività di prevenzione sanitaria: controllo sulla commestibilità dei funghi destinati all'autoconsumo, supporto di consulenza ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri in caso di intossicazione da funghi con una disponibilità continua e una sensibilizzazione nei confronti della popolazione con depliant, brochure e altro materiale cartaceo. Ma non solo prevenzione, infatti l'Ispettorato Micologico svolge un ruolo importante nella certificazione e consulenza, con un controllo e un'attestazione sanitaria di commestibilità dei funghi spontanei destinati alla vendita all'ingrosso presso centri agroalimentari, oltre al rilascio di attestati di idoneità alla vendita delle specie fungine spontanee a raccoglitori, dettaglianti e ristoratori che somministrano funghi raccolti in proprio, secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale n° 878 del 2003. Inoltre, i micologi forniranno informazioni anche sul consumo dei funghi, dalla cottura alla bollitura fino all'essicazione. Non devono essere essiccati, infatti, i funghi di cui non si conosce la commestibilità perché le tossine velenose non vengono neutralizzate. Massima attenzione si raccomanda anche per le conserve di funghi sott'olio per evitare lo sviluppo della tossina botulinica.
Nella scorsa stagione, sono stati oltre 300 i cittadini della Provincia di Savona che si sono rivolti ai micologi della Asl 2, un intervento in molti casi provvidenziale, visto che sono state evidenziate parecchie specie tossiche che stavano per essere consumate. Oltre alla classica amanite falloide, spesso scambiata da molti con la cosiddetta colombina verde, esistono altre tipologie di funghi la cui tossicità si manifesta anche dopo parecchi giorni, come il «cortinarius orellanus», poco presente nei boschi liguri, che manifesta i sindromi di intossicazione nefrotossica che colpisce stomaco, intestino e fegato dopo 20 giorni la sua ingestione. «L'esperienza a volte è cattiva consigliera - afferma la dottoressa Marina Scotto, Direttore del Dipartimento Prevenzione della Asl savonese -, infatti le caratteristiche che distinguono un fungo commestibile da uno tossico sono minime e solo un micologo è in grado di riconoscerle. Mai fidarsi, quindi, dei cosiddetti “esperti”. Ricordiamo poi che se a qualcuno capitasse di star male dopo aver ingerito funghi di recarsi subito al pronto soccorso e di portare degli avanzi dei fughi cotti o dei funghi freschi ingeriti affinché i micologi possano riconoscere le specie ingerite e dare quindi informazioni utili ai medici per curare l'intossicazione».
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