Silvia Salis ha confessato pubblicamente che resterà altri quattro anni alla guida di Genova come sindaca e che non ha nessuna intenzione di mollare il suo mandato alle prossime elezioni. «Se ci sarà un giro per me nella politica nazionale, non sarà il prossimo». Per molti della sinistra è stato vissuto come un lutto: «Era un’alternativa di buon senso», mi dicono. Speriamo passi (o speriamo ci ripensi?). D’altra parte la sinistra istituzionale non è che sia stata generosa di complimenti con lei e pure lei è andata giù dura: «Manca un leader riconosciuto».
Forse si sarebbe trovata meglio nel centrodestra, d’altra parte pure la carriera del marito, il regista Fausto Brizzi, dal quale ha avuto un figlio, Eugenio, nato tre anni fa, è ripartita grazie alla destra, o meglio a un produttore, regista e attore di talento come Luca Barbareschi, strenuo sostenitore di Giorgia Meloni, «Che io considero una fuoriclasse», mi dice. Già, perché quando Fausto Brizzi fu coinvolto dal movimento #MeToo italiano e gli furono rivolte accuse di molestie e violenza sessuale, tutte ingiuste e quindi archiviate dalla Procura di Roma con la formula «il fatto non sussiste». Allora nessuno volle più farlo lavorare. Ma Barbareschi non è certo il tipo che si lascia impressionare da quella che gli amanti dell’inglese chiamano shitstorm, ossia la tempesta mediatica della macchina del fango. E così, quando praticamente nessuno voleva più nemmeno salutare Fausto Brizzi, autore di successi straordinari come Notte prima degli esami e Maschi contro femmine, il mondo del cinema che Luca Barbareschi ha definito «Gestito da una mafietta del quartierino» gli voltò le spalle, annullando una serie di accordi. Barbareschi non solo prese le sue difese, ma gli fece firmare un contratto della durata di circa tre anni per la realizzazione di film, tra cui la commedia Modalità aereo. In seguito, i due realizzarono insieme anche un altro film, Bla Bla Baby, diretto da Brizzi e prodotto da Barbareschi nel 2022. C’è da dire che, proprio come Luca Barbareschi, anche Silvia Salis non si lascia influenzare dal «si dice» e dal passato di Don Giovanni di Brizzi, tanto che lo sposò. Evidentemente Brizzi è cambiato e con Silvia ha trovato un equilibrio. Ma Brizzi continua a flirtare con artisti di destra: ultimo Pucci protagonista di Se c’ero dormivo, che esce a febbraio, con Martina Colombari, «un film anti woke», ha detto a Il Giornale. Che dirà la Salis che in nome del woke l’anno scorso ha eliminato addirittura il presepe dal comune di Genova?
