Chiude in questo weekend con un grande successo di pubblico e una serata ricca di performance la mostra personale di Marcello Maloberti al Pac di Milano, uno degli artisti contemporanei più interessanti del panorama italiano. La mostra, intitolata Metal Panic è una summa, ovvero un’opera omnia di tutto il suo lungo percorso artistico tra video, installazioni, scrittura, poesia visiva; la dimostrazione che anche i nostri artisti, pur poco promossi dalle istituzioni museali e poco spinti sullo scenario internazionale, sanno raggiungere il cuore degli spettatori con opere intense ed emozionali.
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La mostra che si chiude al Pac questa sera ha voluto essere anche un omaggio alla città di Milano, con le sue contraddizioni sociali e i suoi conflitti di identità, ma al contempo un atto d’accusa verso un mondo artificiale che sta pian piano autodistruggendosi con le guerre, le discriminazioni e le offese al clima.
Resteranno nella memoria le opere di questa mostra, una vera e propria orchestra che trascina lo spettatore all’interno dei grandi interrogativi che pone l’artista: il video di un uomo ben vestito che suona una partitura per fiati all’interno delle canne di un fucile(carico?), una vergine Maria che dà inesorabilmente le spalle a un’umanità che non merita più miracoli, e poi la potente installazione di centinaia di copie di petrolio di Pierpaolo Pasolini, il testo forse più provocatorio scritto dall’intellettuale di Casarsa contro le distorsioni della cultura neocapitalistica.







