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Attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci: 4 arresti. "Il commando ha agito su commissione"

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento aggravati dall’aver agito in più persone e con modalità di tipo mafioso

Attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci: 4 arresti. "Il commando ha agito su commissione"
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Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli (Napoli) e Avellino (Avellino), i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma (Roma), con il supporto dei comandi territoriali competenti, hanno eseguito quattro misure cautelari per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci nell’autunno dello scorso anno vicino Torvaianica. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento aggravati dall’aver agito in più persone e con modalità di tipo mafioso.

I quattro, accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso, sono residenti nei comuni di Nola, Cicciano e Avella, nelle provincie di Napoli e Avellino e hanno tra i 53 e i 22 anni, con precedenti per droga e danneggiamento. Uno di loro era ai domiciliari da qualche giorno nell’ambito di un’indagine per stupefacenti. Dalle indagini è emerso, a quanto apprende l’Adnkronos, che tre degli arrestati hanno effettuato un sopralluogo sei giorni prima dell’attentato mentre sono stati in due a portare l’ordigno poi fatto deflagrare. Il commando avrebbe agito dietro un compenso economico di diverse migliaia di euro.

L’operazione trae origine dalle indagini avviate dai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati in seguito all’attentato dinamitardo avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Torvaianica, frazione di Pomezia (Roma), ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci (Roma). In quell’occasione un ordigno era stato fatto esplodere davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione di due autovetture e il danneggiamento del muro perimetrale. L’esplosione, in un contesto abitativo urbano, aveva messo in serio pericolo anche la pubblica incolumità.Le indagini, particolarmente complesse, si sono basate sull’analisi incrociata di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico-scientifici e tabulati telefonici, che hanno consentito di ricostruire le fasi preparatorie, esecutive e successive dell’azione criminosa.

Tra gli elementi emersi figura l’impiego di esplosivo da cava ad alto potenziale, identificato come “gelatina da cava”, e il tracciamento di una Fiat 500 X noleggiata in Campania, utilizzata per raggiungere l’area dell’attentato e farvi ritorno nelle ore successive.

L’analisi dei tabulati telefonici avrebbe inoltre evidenziato la sovrapposizione tra gli spostamenti dei dispositivi mobili e il percorso del veicolo, anche in occasione di un precedente sopralluogo nella zona.Secondo gli investigatori, il commando avrebbe agito su mandato di terze persone ancora non identificate, dietro compenso economico e con supporto logistico e finanziario, comprendente forniture di schede telefoniche e assistenza alla fuga. Sono emersi anche tentativi di inquinamento probatorio, tra cui distruzione di SIM e bonifiche ambientali per eludere eventuali intercettazioni.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono in corso ulteriori perquisizioni nei confronti di altri indagati, ritenuti coinvolti nel supporto logistico e nella fornitura dell’esplosivo.Le indagini proseguono per risalire all’identità dei mandanti dell’attentato.

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