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Quindi oggi

Questa Report è morta, Sanchez tiene i migranti nei magazzini e Lavitola: quindi oggi...

Quindi, oggi…: il caso di Ceuta, il post di Pablo Trincia e la WNBA

"Ranucci via da Report". Ma lui smentisce: "Falsità"
  • Mi sa che a Repubblica non si sono parlati. In un pezzo si ipotizza che Ranucci potesse aver capito, a un certo punto, che il mandante della bomba era proprio l’amico Lavitola. In un altro, si arriva ad avanzare la possibilità che il faccendiere si stia inventando un movente per nascondere i veri mandanti da cercare, ça va sans dire, tra i millemila nemici del conduttore. Ehm: a quale delle due opzioni credete, amici di Rep?
  • Resto dell’idea che il contenuto di un interrogatorio, quale che sia l’indagato, più o meno reo confesso, dovrebbe restare segreto. Fino a quando non viene depositato in udienza. Vale per gli amici come per i nemici.
  • Più questa storia di Lavitola va avanti, più rivedo i vecchi servizi di Report, più capisco che la trasmissione è morta. Morta e sepolta. Nessuno risponderà più alle domande incalzanti degli inviati Rai se Ranucci resterà alla guida della squadra. Con quale faccia possono incolpare gli altri di rapporti con strani faccendieri quando il loro conduttore era pappa e ciccia con Valterino?
  • Dopo la confessione di Lavitola, che si è autoaccusato di essere il mandante della bomba contro Ranucci, non potevamo non andare a rivedere la puntata di Report del 19 aprile 2026. Perché adesso è ufficiale: il programma di punta dell’informazione Rai, la crème de la crème del giornalismo d’inchiesta, mi sa che aveva preso un bidone e non se n’era accorto. Anzi: l’aveva proprio preso per buono. Piccolo passo indietro. Il 19 aprile del 2024 la trasmissione di Ranucci torna sul Cantiere Navale Vittoria di Rovigo con un’inchiesta di cui, anche a rivederla oggi, siamo sinceri, si capisce poco o nulla. La novità della puntata, però, è “il nuovo filone investigativo”, un “filo nero”, che legava l’acquisizione di questo cantiere, il presunto traffico di armi e arrivava “fino all’attentato del 16 ottobre contro Sigfrido Ranucci e la sua famiglia”. La prova regina era questa lettera anonima (anonima!) ricevuta dalla redazione, in cui si diceva che il mandante della bomba fosse un deputato campano, il quale avrebbe utilizzato manovalanza camorristica. Conferme? Nessuna. Pezze d’appoggio? In pratica quella lettera, alcune suggestioni e qualche “coincidenza” di date e luoghi. Il tutto mischiato in un gran calderone di nomi, eventi, parentele su cui hanno costruito un’intera puntata quando - dice ora la confessione di Lavitola - per scoprire il mandante dell’ordigno bastava alzare la cornetta del telefono.
  • Questo, ci sia permessa un’analisi, la dice lunga: a) sulla qualità di certe puntate di Report, almeno di questa, che aveva tra le mani una clamorosa polpetta avvelenata e non se n’è accorta; e b) sul rischio di spacciare per grande inchiesta l’intreccio di “coincidenze” che, montate nel servizio, sembrano tornare puntualmente ma che - alla prova dei fatti - si rivelano non così fondate.
  • Il caso ricorda molto da vicino l’affare Minetti-Nordio: una fonte mi spiffera che il ministro era stato nel Ranch e io lo dico in diretta tv, salvo premettere che lo sto ancora verificando. Domanda: visto che, a quanto pare, quella lettera anonima era più un depistaggio che una soffiata, non sarebbe stato necessario approfondire meglio prima di darla per buona?
  • Studiando la puntata ho poi notato un dettaglio caruccio. A un certo punto Ranucci ha il “coraggio” di citare i “faccendieri”, ovviamente in senso non propriamente positivo. E lo fa nonostante fosse in amicizia, più che stretta, con Lavitola. Solo a me pare strano?
  • Pablo Trincia, dopo aver letto - penso - le carte sul caso Lavitola, invece di domandarsi come mai Ranucci fosse amico intimo del faccendiere, scrive un post in cui domanda, a non si sa bene chi, come mai Paolo Mieli e Stefano Cappellini abbiano aiutato Lavitola a realizzare quel famoso sondaggio. Non conosco personalmente i due e me ne infischio di difenderli, ma il motivo più logico è professionale (e lo si capisce anche dalle chat): curiosità, semplice curiosità, e magari il desiderio di avere un po’ prima degli altri il risultato di quella rilevazione. Spostare il dibattito da Ranucci (amico intimo di Lavitola, con cui andava a cena) a due cronisti che hanno solo risposto garbatamente a qualche messaggio mi sembra oggettivamente un modo per gettare fumo negli occhi dei lettori. Eddai, Pablo. Eddai.
  • Negli Stati Uniti è caos WNBA, la sezione femminile del basket americano. Due ex giocatori NBA si sono infatti dichiarati eleggibili per il draft del prossimo anno, sostenendo di identificarsi come donne. La WNBA, nel suo contratto, prevede infatti che “solo le giocatrici di sesso femminile” possano giocare, ma non dà alcuna definizione di “donna”. Da qui le polemiche sugli atleti trans. Quindi che hanno fatto? Hanno dato vita a una task force (giuro!) che potesse discutere della questione e definire cosa si intenda per “sesso femminile” nel contratto, ma a quanto pare non sono arrivati ad alcuna soluzione. Si vede che è davvero difficile stabilire cosa sia una “donna”.
  • Leggo la seguente notizia sul Daily Mail: “Le autorità di Ceuta raduneranno i migranti e li rinchiuderanno in magazzini prima di rimandarli in Marocco. (…) Secondo quanto riportato dal Telegraph, il governo spagnolo utilizzerà un magazzino a Tarajal, a pochi metri dal confine marocchino, e un altro nell’enclave per ospitarli temporaneamente. Le autorità sperano di rimpatriare i migranti entro 72 ore dal ritrovamento, periodo durante il quale verranno condotti nei centri di accoglienza per essere formalmente identificati e sottoposti alle procedure di identificazione”. Voi immaginate se una cosa del genere l’avesse fatta Meloni…

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