Per Openjobmetis, tra le principali Agenzie per il Lavoro in Italia, e per la sua controllata Family Care, Agenzia per il Lavoro specializzata nei servizi di assistenza familiare domiciliare e ospedaliera, il lavoro non rappresenta soltanto occupazione, ma uno strumento di integrazione, autonomia e dignità. Ed è proprio su questa visione che si fonda l’impegno che ha portato entrambe le realtà a ricevere anche quest’anno il riconoscimento “Welcome. Working for Refugee Integration 2025”, assegnato dall’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati.
Il premio valorizza le organizzazioni che promuovono percorsi concreti di inserimento lavorativo per rifugiati, richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale, attraverso contratti regolari, tutelati e pienamente conformi ai contratti collettivi nazionali. L’iniziativa è promossa dall’UNHCR con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di Confindustria e del Global Compact Network Italia.
In questo quadro si inserisce l’impegno strutturale di Openjobmetis e Family Care, che negli anni hanno sviluppato modelli di incontro tra domanda e offerta di lavoro capaci di favorire l’inclusione sociale e, al tempo stesso, rispondere ai fabbisogni occupazionali delle imprese italiane. Un modello che si traduce anche in progettualità mirate nei diversi settori produttivi: tra queste, le iniziative sviluppate dalla Divisione Agroalimentare di Openjobmetis, che nel corso del 2025 ha collaborato con un consorzio di solidarietà per la selezione di addetti al diserbo manuale nei campi, coinvolgendo persone ospitate nei centri di accoglienza. Sono inoltre in corso progetti dedicati all’inserimento di operai agricoli in Abruzzo e in Puglia, con l’obiettivo di favorire percorsi di integrazione lavorativa regolare in un settore che continua a esprimere una significativa domanda di manodopera.
Nel 2025 Openjobmetis ha inserito nel mercato del lavoro italiano 2.240 rifugiati e richiedenti asilo, con un incremento del 10,2% rispetto all’anno precedente. Si tratta per la maggior parte di contratti a tempo determinato (1.988), mentre i contratti a tempo indeterminato sono 252, in crescita del 40,8%.
Il dato complessivo si inserisce in un fenomeno che riguarda soprattutto le nuove generazioni: oltre l’85 % degli inserimenti riguarda infatti persone under 40. Le nazionalità più rappresentate sono Pakistan (399), Bangladesh (386) e Nigeria (207), a conferma di una presenza sempre più diversificata nei percorsi di inserimento lavorativo.
Family Care ha consolidato ulteriormente il proprio ruolo nel settore dell’assistenza familiare, con 354 inserimenti di rifugiati e richiedenti asilo nel 2025, pari a una crescita del 45,1% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso prevalgono i contratti a tempo determinato (292), mentre quelli a tempo indeterminato sono 62.
La composizione degli inserimenti evidenzia una forte prevalenza femminile, che sfiora il 90%, mentre le principali nazionalità coinvolte sono Perù (100), Ucraina (76) e Georgia (37).
Al di là dei numeri, il quadro complessivo conferma il ruolo crescente del lavoro regolare come strumento di inclusione sociale e presidio di legalità. L’inserimento attraverso contratti conformi ai CCNL contribuisce infatti a ridurre l’esposizione a fenomeni di sfruttamento lavorativo, lavoro irregolare e caporalato, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza e stabilità alle persone coinvolte.
Allo stesso tempo, questi percorsi rappresentano una risposta concreta alla crescente domanda di manodopera in diversi settori produttivi italiani, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalla difficoltà delle imprese nel reperire profili qualificati.
«Questo riconoscimento dell’UNHCR conferma la direzione del nostro lavoro quotidiano: costruire percorsi reali di inserimento attraverso il lavoro regolare - dichiara Rosario Rasizza, Amministratore Delegato di Openjobmetis e Family Care -. Ogni persona che entra nel mercato del lavoro in modo tutelato non rappresenta solo un risultato occupazionale, ma un tassello di equilibrio sociale ed economico che si ricompone. Il lavoro è il primo spazio in cui l’integrazione diventa concreta, perché genera autonomia per chi arriva e valore per il sistema produttivo che lo accoglie. Continueremo a investire su questo modello perché risponde a una duplice esigenza del Paese: inclusione e competitività».
Il riconoscimento “Welcome.
Working for Refugee Integration 2025” conferma così il ruolo di Openjobmetis e Family Care nel promuovere un modello di inclusione basato su legalità, competenze e centralità della persona, attraverso il lavoro regolare come infrastruttura sociale oltre che economica.