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Il commento

C’è chi ci difende e chi fa polemica

Quando c’è chi devasta e chi prova a impedirlo la sinistra ha sempre qualche dubbio su quale sia la parte dove stare

Il blocco nero Gli estremisti hanno ormai una divisa: tute o felpe rigorosamente nere, volti mascherati e armi nascoste in tasca Il loro obiettivo è sfasciare tutto, saccheggiare e creare il panico tra i cittadini

Bisogna scegliere da che parte stare poi però, quando le cose si mettono male, bisogna sempre chiederne conto al ministro dell’Interno. Semplice no? Da due giorni Milano viene messa a ferro e fuoco da bande di delinquenti incappucciati che lanciano sassi, incendiano cassonetti, devastano vetrine, saccheggiano negozi. Piccoli «barbari» (solo in relazione alla giovane età) che andrebbero condannati «senza se e senza ma» vista la guerriglia che hanno innescato. E ieri la condanna del sindaco è finalmente arrivata. Non puntuale ma dopo una polemica con il ministro dell’Interno sul numero ritenuto insufficiente di poliziotti in piazza. Non serviva anche perchè, se ce ne fossero stati di più, magari ci sarebbe stato da dire sulla militarizzazione della città. Sala ha aggiustato il tiro: «Voglio essere più preciso- ha detto- La mia è una condanna totale. Vorrei però che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non aveva intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città». Perfetto. Ma su questo tema quando le piazze si infiammano, quando c’è chi devasta e chi prova a impedirlo la sinistra ha sempre qualche dubbio su quale sia la parte dove stare. La storia insegna. E allora, come sta succedendo in queste ore a Milano, c’è chi punta i dito contro gli uomini della Celere «colpevoli» di alzare la tensione con camionette, idranti e manganellate contro chi invece dovrebbe essere ascoltato, capito e in qualche modo compreso. Niente di nuovo. E il solito copione: se poliziotti e carabinieri reagiscono sono fascisti, se non reagiscono sono incapaci e se muoiono sono impreparati. Peccato che poi in piazza, nelle strade e all’ospedale ci vadano loro con buona pace di chi fa polemica.