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Attualità

Con i furbetti della pompa il diesel supera i 2,8 euro

Da marzo a ieri, grazie ai tagli sulle accise, risparmi per circa 2,64 miliardi

FILE - The price for diesel fuel is displayed on a pump at a gas station Friday, Sept. 4, 2026, in Dickson, Tenn. (AP Photo/George Walker IV, File)

I carburanti costano tanto, anzi tantissimo. Ieri il prezzo medio del diesel è arrivato a 2,184 euro al litro, mentre la benzina a 2,077. Considerando che prima dell’inizio della guerra in Iran la verde aveva un prezzo al litro di «soli» 1,70 euro, la differenza è evidente. Eppure, non tutti i distributori sono uguali.

Quando il 28 luglio il governo ha deciso di mettere in campo uno sconto di 17 centesimi sulle accise del diesel - quello che a seguito di varie proroghe rimarrà in vigore fino al prossimo 17 settembre - ben 3.100 benzinai non si erano adattati subito, continuando a vendere il diesel a prezzi incuranti dello sconto. Anche oggi i furbetti non sono scomparsi. Nelle grandi città cambiare quartiere per fare il pieno potrebbe avere un peso radicalmente diverso sul portafoglio. Prendiamo l’esempio di Milano: tra zona Fiera e Buonarroti il diesel arriva a costare fino a 2,81 euro al litro, ben al di sopra della media nazionale sulle autostrade (fissa ieri a 2,258 euro al litro), dove storicamente sono più costosi, nella stessa area anche la benzina si trova a prezzi impensabili, intorno ai 2,76 euro al litro. Eppure, basta cambiare quartiere e i costi crollano rapidamente: lungo via Larga è possibile trovare il gasolio a 2,179 euro al litro, mentre a Lambrate la verde scende fino a 2,048 euro al litro. Insomma, fare il pieno in modo conveniente è diventato una sfida, una ricerca quotidiana dei benzinai più onesti.

Guardando ai dati pubblicati sul sito del Mimit, è evidente anche una differenza tra le diverse regioni italiane. Sembra che fare il pieno in Calabria, in Molise e in Abruzzo costi in media di più, in questo caso però non è una scelta delle singole pompe di benzina, ma una decisione regionale. Le regioni sottoposte a un Piano di rientro per deficit della sanità possono infatti imporre un piccolo sovraccosto ai carburanti, per essere precisi si tratta di un «balzello extra» di massimo 0,025 euro al litro. Tra le regioni che, storicamente, hanno applicato e mantengono questa imposta ci sono proprio Calabria, Molise, Abruzzo, accompagnate da Campania e Lazio.

Se è vero che fare il pieno negli ultimi mesi si sta trasformando in un salasso, è anche necessario ammettere che le misure del governo stanno facendo una differenza sulle tasche degli italiani. Tra il 19 marzo e ieri, considerando una media di due pieni al mese, proprio grazie agli sconti sulle accise - che tra marzo e inizio luglio sono stati applicati anche sulla benzina - gli italiani hanno potuto risparmiare circa 2,64 miliardi di euro. Il che significa quasi 90 euro per ogni auto diesel. Non uno sconto enorme, ma sufficiente a fare una spesa in più per una famiglia media. I distributori che cercano di approfittarsi del picco dei costi al barile continueranno ad esserci, ma a volte cambiare strada può fare la differenza mentre, sullo sfondo, il governo cerca di sviluppare un nuovo piano d’azione. Questa volta non più basato su una emergenza momentanea, ma su una convivenza destinata a durare.

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