Energia e carburanti riaccendono il caro-vita e l’inflazione che, a settembre, è balzata del 4,2% su base annua, contro il 3,3% di agosto. Il dato più alto degli ultimi tre anni che non ha trovato l’Italia impreparata. Da giorni, infatti, le “Spa” di Piazza Affari si stanno muovendo per cercare di arginare alcune spese primarie delle famiglie, in primis quelle che derivano direttamente dall’energia (causa del balzo inflazionistico): carburanti e bollette.
Ad aprire le danze è stata Eni annunciando un price cap (tetto) alla pompa pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina. In scia al Cane a sei zampe si sono mossi anche Ip/Api, Q8, Coop e piccoli gruppi come la veneta Costantin. Oltre la metà delle pompe oggi ha prezzi a sconto e Tamoil potrebbe aggiungersi a breve.
Sul fronte delle bollette, Plenitude, nell’ambito dell’iniziativa “Eni per l’Italia”, dal primo ottobre propone Fixa Time 24 Smart: uno sconto del 30% sui corrispettivi luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso della società, con prezzi bloccati per 24 mesi.
Con Eni si sono schierate, rilanciando le proprie offerte migliori in corso, Enel e A2a e da ultime ieri anche Iren ed Hera. Iren punta sul prezzo fisso di lungo periodo e comunica che dall’inizio dell’anno oltre 800mila clienti hanno scelto offerte a prezzo fisso, per un risparmio di 26 milioni. La nuova strategia punta a estendere ulteriormente la durata della protezione, con offerte che arrivano fino a fine 2029.
La logica di Iren è semplice: in una fase di forte volatilità, il cliente sceglie la certezza. Hera punta invece una strada diversa, introducendo una formula ibrida, che combina prezzo fisso e prezzo variabile. Nella versione Hybrid Special, Hera indica attualmente un prezzo fisso di 0,1399 euro/kWh per la luce e di 0,529 euro/Smc per il gas.
Anche A2A si muove sulla stessa direttrice della protezione dal rischio, con offerte a prezzo fisso per 24 mesi, mentre Enel propone una durata ancora più lunga con offerte a prezzo fisso fino a 36 mesi che tagliano la componente energia del 50 percento.
La sfida per le famiglie, dunque, è capire quale tipo di copertura si adatta meglio ai propri consumi.
