La competitività di un territorio a forte vocazione manifatturiera e proiettato sui mercati esteri dipende soprattutto dall’efficienza delle sue connessioni. Per il tessuto economico veneto la logistica non è un mero supporto operativo, ma garanzia degli approvvigionamenti, ossatura dell’export e strumento essenziale per far giungere le merci a destinazione in tempi certi. In questa architettura l’Interporto Quadrante Europa di Verona riveste un ruolo strategico di primissimo piano, proiettando la sua influenza ben oltre la dimensione locale.
Posizionato all’incrocio tra l’asse del Brennero e il Corridoio Mediterraneo, lo snodo veronese è un hub naturale di connessione per i flussi Nord-Sud ed Est-Ovest. È un sistema integrato capace di mettere in relazione strada e ferrovia, scali marittimi e bacini produttivi, operatori e reti transeuropee. Attraverso questa piattaforma, le merci dall’Alto Adriatico trovano una via privilegiata verso il Settentrione d’Europa, mentre il sistema produttivo regionale dispone di un’infrastruttura di primo livello per le spedizioni continentali.
A testimoniare la centralità del Quadrante Europa sono i numeri e i riconoscimenti internazionali. Nella valutazione della Deutsche Gvz-Gesellschaft per il 2025-2030, il polo veronese ha conquistato il secondo posto tra gli interporti europei, subito dopo Brema e davanti a Clip Pozna, confermandosi al vertice in Italia. Un primato già riconosciuto nel 2015 e nel 2020. Nel 2025 ha movimentato 14.710 treni per oltre 7,5 milioni di tonnellate, risultando il primo interporto italiano per traffico ferroviario combinato.
Lo sviluppo dell’intermodalità è priorità del Consorzio Zai. Spostare quote di merci dalla gomma alla rotaia significa ridurre congestione e impatto ambientale, offrendo al mondo produttivo collegamenti stabili. In questo quadro si colloca il nuovo terminal ferroviario, progettato su standard europei per convogli fino a 750 metri e per i flussi del Tunnel di Base del Brennero. Un’opera destinata a incrementare la capacità dello scalo e a rafforzarne il radicamento nelle grandi direttrici europee.
Parallelamente, la strategia passa dallo sviluppo dell’area della Marangona: circa 1,5 milioni di metri quadrati destinati a un polo integrato logistico, produttivo e innovativo. Il progetto offre superfici moderne e servizi avanzati, attirando investimenti e creando occupazione, legando lo sviluppo veronese ai network infrastrutturali europei.
La logistica del Nord Est richiede il coordinamento di porti, interporti, ferrovie e imprese. Se gli scali dell’Alto Adriatico sono terminali marittimi, Verona si propone come la grande piattaforma terrestre di interconnessione con l’Europa centro-settentrionale. Con le opere avviate terminal da 750 metri e Marangona la traiettoria è chiara: modernizzare e integrare per trasformare i flussi in opportunità di crescita.
L’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave. Il Consorzio Zai ha promosso un piano di trasformazione digitale da oltre 2,2 milioni di euro. Sono stati installati circa 60 chilometri di fibra ottica e 400 punti di terminazione; la rete interna raggiunge i 100 Gbps con connessioni dirette a operatori Tier 1. I varchi sono dotati di lettura automatica delle targhe e prenotazione degli ingressi. Con Verkko è stato rafforzato l’adeguamento NIS2, mentre il connettore eFTI facilita lo scambio con il Portale della Logistica Nazionale.
La stessa attenzione al digitale si applica alla distribuzione urbana con il progetto Greta, coordinato da Zailog. Con 85.000 euro di finanziamento, sono stati posati 211 sensori nelle aree di carico e scarico del centro storico e dei quartieri contigui, affiancati da un modulo digitale per i vettori. La piattaforma consente di prenotare gli stalli in finestre orarie precise, riducendo i percorsi a vuoto e rendendo più efficiente l’ultimo miglio a beneficio della vivibilità urbana.
