Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:57
Attualità

Da Parigi a Torino, le piazze si riempiono di Spider-Man. Ecco perché i manifestanti si nascondono dietro la maschera

Il curioso fenomeno dilaga tra le proteste della Gen Z: travestimenti virali, provocazioni social e volti coperti per evitare di essere riconosciuti dalla polizia

spiderman piazza

C’è anche Spider-Man tra i manifestanti che in questi giorni stanno mettendo a ferro e fuoco le piazze europee. Non è una trovata pubblicitaria della Marvel e nemmeno il set del prossimo film sull’Uomo Ragno. Tra fumogeni, striscioni, blocchi studenteschi e scontri con le forze dell’ordine, spuntano sempre più spesso ragazzi con la caratteristica maschera rossa e blu del supereroe. Un fenomeno curioso, documentato soprattutto in Francia e arrivato anche in Italia e in Albania, che racconta qualcosa delle nuove generazioni e del loro modo di interpretare la protesta. Perché dietro quello che potrebbe sembrare un semplice travestimento si nascondono diverse ragioni. E non tutte hanno a che fare con l’ironia.

Le prime testimonianze sono state registrate in Francia, dove le mobilitazioni studentesche hanno preso piede già alla fine di settembre. Le Parisien ha acceso i riflettori sulla curiosa invasione dei supereroi nei blocchi dei licei dell’Île-de-France: non soltanto Spider-Man, ma anche Batman, Darth Vader, Super Mario e perfino le Tartarughe Ninja. Personaggi della cultura pop diventati protagonisti di video virali, in una mobilitazione segnata anche da incendi, lanci di petardi e tensioni con la polizia. Una sorta di carnevale della protesta, destinato a conquistare visualizzazioni sui social.

Ma c’è anche chi, per quella maschera, è finito nei guai. Il 5 ottobre, davanti al liceo Jean-Michel di Lons-le-Saunier, uno studente è stato fermato dalla polizia proprio perché aveva il volto coperto da una maschera di Spider-Man. A raccontarlo è stato Le Progrès: il giovane ha riferito di essere rimasto sette ore in commissariato, sostenendo di non sapere che nascondere il volto durante una manifestazione potesse comportare conseguenze. Un episodio che rende evidente come il travestimento possa assumere un significato ben diverso dalla semplice goliardia.

Come evidenziato in precedenza, anche in Italia l’Uomo Ragno ha fatto la sua comparsa. Durante il corteo studentesco del 16 ottobre a Torino, tra i manifestanti sono state individuate maschere di Spider-Man, Batman e perfino zucche di Halloween. Repubblica ha raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi con il volto coperto e le loro parole aiutano a comprendere un altro aspetto della vicenda: la volontà di non essere riconosciuti. Uno dei giovani intervistati ha spiegato di nascondersi il viso perché diversi amici erano stati identificati nei giorni precedenti. Una scelta dettata, secondo il suo racconto, dalla paura e dalla solidarietà.

Il fenomeno si inserisce nella stagione del meme attivismo: una forma di mobilitazione nella quale i linguaggi dei social network, i riferimenti ai fumetti e alla cultura pop diventano parte integrante della comunicazione politica. Non è un caso che nelle manifestazioni europee siano comparse anche le bandiere di One Piece utilizzate come simbolo di ribellione. Una protesta che cerca visibilità attraverso immagini riconoscibili, ironia e contenuti da condividere online.

Ma perché proprio Spider-Man? In primo luogo per la sua straordinaria popolarità tra i giovanissimi. Peter Parker è un ragazzo comune che - nascosto dietro una maschera - affronta avversari molto più potenti di lui. Un’immagine facilmente adattabile alla narrazione della protesta contro le istituzioni. Ma questa resta una possibile interpretazione simbolica, non una motivazione dichiarata da tutti i manifestanti. C’è poi una ragione molto più concreta: celare la propria identità, sottraendo il volto alle telecamere e agli obiettivi fotografici. E se per alcuni il costume rappresenta soltanto una provocazione scherzosa, per altri può diventare uno strumento utile a evitare il riconoscimento.

Non una regia comune - almeno al momento - ma un linguaggio condiviso in Paesi diversi, alimentato dalla viralità dei social e dalle mode della Gen Z. Con un paradosso tutt’altro che trascurabile: nei fumetti Spider-Man indossa la maschera per combattere i criminali. Nelle piazze europee, invece, c’è anche chi la utilizza per non farsi riconoscere dalle forze dell’ordine e alimentare la violenza.

Commenti