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Attualità

Due bagni di realtà a sinistra

C’è un filo rosso che lega l’ennesimo islamista che lancia un furgone contro la folla e i violenti che hanno messo a ferro e fuoco la Val Susa

Un frame tratto da un video che mostra i danni in seguito all'assalto del 25 luglio 2026 al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte in Valle di Susa, da parte degli attivisti No Tav, 26 luglio 2026. ANSA

Berlino e Chiomonte. Il Pride e il cantiere dell’Alta Velocità. Abdul Ballout e i No Tav. Tutto molto più vicino di quanto non possiate immaginare. C’è un filo rosso che lega l’ennesimo islamista che lancia un furgone contro la folla e i violenti che hanno messo a ferro e fuoco la Val Susa.

Sono due immagini, quelle che hanno tristemente caratterizzato questo fine settimana, del fallimento di un progressismo sempre troppo tenero con certi ambienti, ovvero quello dell’islam radicale e quello dell’antagonismo rosso. Il buonismo ideologico li ha spinti sempre a non prendere le distanze. Anzi.E adesso eccoli lì, sotto gli occhi di tutti, i danni. E dire che, in passato, avevamo già visto tutto quanto: le stragi in nome di Allah sulla Promenade des Anglais a Nizza o contro i mercatini di Natale a Berlino ma anche le bombe carta, le aggressioni alle forze dell’ordine, le sassaiole e le violenze sotto i vessilli No Tav. È un eterno déjà-vu.Senza mai nulla che cambi.

I Pride con i pro Pal che sfilano contro l’Occidente, come se non sapessero cosa succede agli omosessuali nei Paesi in cui comanda la sharia. E la sinistra: quella delle frontiere aperte e dell’accoglienza senza se e senza ma, quella che a certi ceffi arriva addirittura ad aprire le porte delle istituzioni, quella che per un pugno di voti in più è disposta a scendere a patti con un partito confessionale fondato sul Corano. Quella stessa sinistra che, sempre per un pugno di voti in più, non recide il cordone con antagonisti, centri sociali, No Tav e anarchici.

Violenti che poi ci ritroviamo in piazza a sfasciar tutto, a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir o in Val Susa durante il Festival dell’Alta Felicità. In un mondo ideale questi due bagni di realtà dovrebbero finalmente indurre i progressisti a ricredersi su quanti minacciano la nostra società e chiudere con loro. Ma, purtroppo, non sarà così.

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