Chiusi in uno scatolone da televisore. Abbandonati in una cantina buia, come roba vecchia da sistemare un giorno o l’altro. E invece quel cartone conteneva quasi 10 milioni di euro, ma soprattutto tutti i colori di Renoir, Cezanne e Matisse. Sono stati ritrovati ieri, in un quartiere a Nord di Parma, i tre capolavori rubati alla fondazione Magnani Rocca di Traversetolo la notte del 23 marzo. Poco meno di 5 mesi e poche decine di km. I quadri non erano andati oltre. Nessun furto con destinazione estera, ma un tentativo, anche maldestro, di firmare quello che poteva essere il colpo del secolo.
Con un’indagine articolata, fra pedinamenti e perquisizioni, i carabinieri del Comando provinciale di Parma, in collaborazione con il nucleo del Tpc tutela del patrimonio culturale - di Bologna, con la regia della Procura della città ducale, hanno fermato 4 uomini e una donna, tutti di origine moldava, ritenuti tra i presunti autori del colpo e recuperato la preziosa refurtiva che, alle prime analisi, non ha subito danni. Impressionismo e post Impressionismo: la fondazione di Mamiano è nota per la ricchezza della collezione «francese» che impreziosisce le sue sale, frutto della delicatezza e della visione di Luigi Magnani, mecenate raffinato che, fin dal 1978, ha costruito alle pendici dell’Appennino emiliano, la sua villa dei Capolavori: dipinti, quadri, opere, arredi e un parco secolare con piante rare, regno prediletto di vezzosi pavoni multicolore.
È qui che, in una notte senza luna della primavera scorsa, una banda di nove persone uomini e donne di origine moldava si sono divisi con precisione i compiti per impiegare non più di 3 minuti a rubare e sfregiare la bellezza di questa collezione apprezzata a livello internazionale. La dinamica era degna di un film: due uomini incappucciati affrontano il parco al buio, forzano la porta principale. Sanno, perché evidentemente hanno effettuato numerosi sopralluoghi, che il sistema di allarme lascia delle zone e dei tempi d’ombra e che i custodi vivono poco lontano dal copro centrale della villa. Nelle immagini diffuse dai carabinieri si vedono due uomini lesti ma un poco indecisi: uno afferra a prima tela poi torna sui suoi passi e aiuta il «collega». Qualcosa va storto da subito: l’obiettivo non era un tris, ma un poker di capolavori. Il Paesaggio di Cagnes sur mer di Renoir, però, resta sulle scale. A sparire nel buio della notte sono, invece, Tasse et plat de cerises, matita e acquerello su carta bianca di Paul Cezanne (6milioni). Vale circa la metà, Les Poisson, olio su tela di Pierre Auguste Renoir, una delle poche tele esposte in Italia del pittore di Limoges. A chiudere la lista dei desiderata c’è Odalisque sur La Terrasse, acquatinta di Henri Matisse (20mila euro). I ladri non fuggono attraverso una rete di cantiere che aveva reso più vulnerabile il parco della villa: scappano dall’ingresso principale, grazie a dei complici. Di loro si perdono le tracce, ma non la speranza di recuperare le tele.
«Eravamo sgomenti: il mio pensiero va a Luigi Magnani che ha creato questo pantheon dell’arte di tutti i tempi. Nel suo cuore c’era tanta bellezza e questa ferita era gravissima. Ora speriamo di festeggiare con tutta la comunità», spiega Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione.
