Allarme funzionante, quattro custodi in servizio dalle 19,30. Come è stato possibile mettere a segno, la sera di Ferragosto, il colpo del secolo al MuMe, il Museo regionale interdisciplinare Accascina di Messina? In soli due, al massimo tre minuti, i ladri hanno portato via le cinque tavole del Polittico di San Gregorio - due poi abbandonate all’esterno - e la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col bambino e Francescano in adorazione da un lato e l’Ecce homo dall’altro, quest’ultima custodita all’interno di una teca blindata, sfondata dai malviventi. Opere di Antonello da Messina di valore inestimabile. Un colpo fulmineo e chirurgico ripreso dalle videocamere.
Cosa si è inceppato nel piano di intervento dopo che l’allarme è scattato? Il numero di custodi era congruo rispetto alla grandezza del museo? Perché i custodi addetti ai monitor non hanno notato nulla? E quando sono intervenuti?
Un filone delle indagini dell’inchiesta aperta dalla procura di Messina a carico di ignoti per furto pluriaggravato di opere d’arte, punta proprio a chiarire cosa non abbia funzionato. Custodi e personale del museo sono stati sentiti. Nella serata di ieri è stato ritrovato il furgone usato dalla banda e poi abbandonato prima della fuga. Le indagini proseguono per individuare eventuale talpa e basista. I malviventi, forse tre, con volto travisato, dopo aver allargato le grate della recinzione esterna, hanno forzato l’ingresso laterale e hanno puntato senza esitazione alle stanze che custodivano le opere di Antonello da Messina. Segno che sapevano già come muoversi: una pianificazione certosina che potrebbe avere richiesto sopralluoghi nei giorni precedenti. Sono stati acquisiti i video delle numerose telecamere di videosorveglianza interne ed esterne per ricostruire il furto e risalire indietro nel tempo, e anche le immagini delle telecamere che conducono al museo
e quelle della zona circostante, dove non si esclude che qualcuno attendesse i ladri, per garantire una fuga veloce, grazie al furgone ritrovato ieri prima del cambio mezzo.
Museo ancora chiuso oggi, ma domani è prevista l’apertura. In arrivo a Messina i carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Roma, specializzati nell’intercettazione delle opere prima che scompaiano all’estero o in qualche villa privata. Considerato l’eccezionale valore dei pezzi trafugati, appare difficile il piazzamento sul mercato nero dell’arte: più probabile si sia trattato di un furto su commissione.
