«Si sopravvive» è il primo commento amaro di Pier Galli, titolare del ristorante «Galleria» e presidente dell’associazione Il Salotto. Nel weekend boutique e locali della Galleria non hanno subito devastazioni (a parte la vetrina-gelateria del Savini) ma i teppisti che hanno assediato sabato piazza Duomo, le fiamme, i fumogeni, hanno terrorizzato i clienti, turisti, dipendenti. «Facevano avanti e indietro ridendo a crepapelle, si divertivano, ribaltavano cestoni dell’Amsa, in piazza lanciavano qualcosa di simile a bombe carta e usavano la Galleria come corridoio di fuga, seminando il panico. Famiglie con bambini piccoli che piangevano, anziani che hanno avuto malori. Una cosa simili non l’ho mai vista in quarant’anni». La domenica gli scontri e le razzie dei negozi si sono concentrate in via Torino, corso Garibaldi, ma «anche noi siamo stati in continuo stato d’allerta. Le boutique al pomeriggio hanno chiuso preventivamente, anche lunedì hanno tenuto le serrande abbassate perchè era passata la voce che sarebbero tornati a fare casino». Conseguenze? «Quando succedono cose simili il lavoro cala, ci sono subito reazioni e quindi ripercussioni economiche, registriamo tantissime cancellazioni, penso anche gli alberghi, e non arrivano le prenotazioni che solitamente avremmo in questo periodo, perché adesso la gente sta alla finestra e vede quello che succede». I prossimi giorni, sottolinea Galli, «saranno dei bei banchi di prova per la città. Se il mantenimento dell’ordine pubblico regge ovviamente si invia una comunicazione rassicurante anche a livello internazionale. Se salta, si riconferma la brutta figura e gli stranieri per un po’ cancellano Milano dalle possibili mete turistiche». Domenica sera era in programma un concerto della Filarmonica della Scala, «uno degli spettacoli che ci fa lavorare molto, i clienti sono tutti milanesi abbonati a teatro. Io avevo una cinquantina di prenotazioni e hanno cancellato in una ventina. Sabato prima le forze dell’ordine ci hanno fatto evacuare i dehors, poi hanno ordinato di liberare per sicurezza i locali. Adesso escono le stime dei danni alle vetrine e ai negozi devastati ma poi ci sono tutti i danni dei mancati incassi che magari ora non si vedono ma quando si faranno i conti saranno molto più ingenti. In questi anni Milano si era distinta, in alcuni momenti moltissimo, in altri abbastanza come meta turistica. Questo danno d’immagine è gravissimo».
C’è paura in vista di sabato ma al momento assicura che è intenzione dei locali in Galleria lavorare normalmente, «non si tratta di fare gli eroi me neanche di farsi suggestionare, dobbiamo essere i primi a trasmettere un messaggio positivo, di normalità. Ovviamente, stando in contatto con le forze dell’ordine e pronti a seguire le indicazioni». Altrimenti, è il suo pensiero, «ci arrendiamo subito. Non condanno nessuno, altre attività magari preferiranno chiudere, secondo me dobbiamo coordinarci di più e affidarci alle comunicazioni della polizia. Bene l’invio di 500 soldati deciso dal governo, vedere più militari anche in piazza Duomo e in Galleria sarà un deterrente, anche senza poteri speciali. Ci aspettiamo che non sarà un sabato normale ma speriamo che le misure prese possano arginare le violenze».
I baby teppisti, in larga maggioranza di origine straniera o italiani di seconda generazione, hanno preso di mira il cuore di Milano e i commercianti pagano il prezzo. «Il paradosso - ragiona Galli - è che viene a mancare un certo volume d’affari prodotto dalle attività del centro paradossalmente quelli che rischiano di rimanere a casa sono magari i loro genitori, i loro zii che ci lavorano. Nel settore della ristorazione e degli alberghi ad esempio, come si sa, è difficilissimo trovare personale e tantissimi assunti sono extracomunitari con permesso di soggiorno. Pizzaioli, lavapiatti, camerieri. Se calano gli incassi perchè i turisti per un po’ cancellano Milano dalle mete sono i primi purtroppo a pagarne le conseguenze».
