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Attualità

Il Palio dell’Oca? “Una tortura da asfalto”

Presentata dalla Task Force Animalista contro l’evento previsto domenica nel Milanese

La sfida I veterinari dell'Ats fermeranno la gara?

Una diffida legale per sospendere la gara finale del Palio dell’Oca prevista per domenica a Lacchiarella. È stata la Task Force Animalista a presentare l’ingiunzione insieme a una richiesta di accesso agli atti al Comune. L’azione giuridica è supportata da due relazioni tecniche redatte dall’etologo cognitivo Francesco De Giorgio e dall’ornitologo Luigi Andena. L’oca non è fatta per sopportare tanto stress. La corsa imbragata che costringe i polmoni, l’incitamento, le grida. E quell’impatto forzato sull’asfalto che lacera le membrane palmate provocando ferite. Non c’è partita: di sofferenza si tratta. Indotta e gratuita. La relazione dell’avvocato Massimiliano Salvatore Monaco del Foro di Milano inserisce la corsa forzata nei maltrattamenti come stabilito dal Codice Penale. «Le oche arrivano al traguardo sofferenti, a becco aperto per la gravissima mancanza d’aria e con lo sguardo perso nel vuoto, ridotte a fantasmi urlanti» ha descritto Carolina Sala presidente dell’associazione animalista. La Task Force ribadisce poi che la manifestazione autunnale di Lacchiarella «non ha alcun valore storico o tradizionale. È un evento istituito alla fine degli anni Settanta e non beneficia di deroghe ministeriali o regionali previste per le antiche rievocazioni storiche», per questi motivi, «deve sottostare, senza sconti, ai moderni standard di tutela fissati dalla Repubblica e dall’Unione Europea».

Per effetto dei pareri tecnici presentati, «i servizi veterinari dell’Ats hanno l’obbligo di negare il nulla osta. Se faranno finta di nulla, permettendo questa tortura su asfalto, presenteremo immediata denuncia alla Procura della Repubblica». La relazione dell’ornitologo Andena mostra come la varietà romagnola della specie conservi tutte le proprietà cognitive e istintive selvatiche: l’animale non corre per ambizione o per raggiungere un traguardo, il motore della corsa è il panico. Per quale ragione, si chiedono i naturalisti, un animale dovrebbe essere costretto a rappresentare una tradizione umana?