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La app Max, l’ultima trovata per controllare i cittadini russi

Grazie ad una campagna pubblicitaria molto aggressiva, Mosca ha presentato Max come un’alternativa “patriottica” ad app come Telegram e Whatsapp

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Un controllo invisibile, ma capillare e soprattutto normato da un obbligo giuridico. È questo lo scenario da Guerra Fredda dentro il quale negli ultimi 18 mesi sono stati rinchiusi decine di milioni di russi. Il Cremlino ha infatti obbligato tutti ad installare sui propri smartphone una super-app nota come Max.

Grazie ad una campagna pubblicitaria molto aggressiva, Mosca ha presentato Max come un’alternativa «patriottica» ad app come Telegram e Whatsapp. E i risultati si sono visti: da quest’estate è infatti diventata la app di messaggistica più scaricata in tutta la Russia. C’è però un lato oscuro: Max è un prodotto della VKontakte, una società di social media molto integrata nella politica russa. Infatti, secondo il quotidiano britannico Guardian, lo stesso presidente Putin ne deterrebbe una partecipazione indiretta.

A prima vista Max ricalca il modello delle super-app cinesi come WeChat. Si tratta infatti di una unica piattaforma dalla quale poter gestire tutta una serie di servizi quotidiani: app bancarie, messaggistica e app per i servizi governativi essenziali. Tuttavia, c’è una differenza fondamentale: WeChat si è sviluppato nel corso di decenni, di pari passo con gli altri controlli su Internet imposti dalla Cina (noti come il Grande Firewall); Max è stato invece imposto a una popolazione che un tempo godeva di un accesso a Internet pressoché illimitato.

Lo scopo ultimo di Max è però lo stesso della controparte cinese: il controllo della popolazione.

Secondo un gruppo di ricerca dell’Università del Michigan, «ciò che Max offre è la tattica più ingegnosa e al tempo stesso più spaventosa utilizzata dai governi autoritari». Il team ha scoperto che Max può acquisire schermate dei dispositivi degli utenti - e del contenuto delle sue mini-app - a loro insaputa, accedere a tutte le informazioni memorizzate in queste mini-app, ai messaggi e ai pagamenti e impersonare i suoi utenti senza che questi se ne accorgano. Il rischio maggiore è l’iniezione di codici nelle mini-applicazioni che potrebbero essere usati dal governo russo per lanciare attacchi informatici.

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