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Attualità

Le orche fanno esplodere un pesce luna. Tutto normale, ma i social fanno oh!

Ieri è diventato virale un video in cui due orche fanno esplodere un pesce luna: una lo tiene per la coda, l’altra lo colpisce facendolo scoppiare come un palloncino

Morto il cucciolo di orca ​trovato al largo di Genova

Io adoro l’orca, se mi chiedessero qual è il mio animale preferito, escludendo lo scimpanzé, e cani e gatti, direi l’orca. Perché oltre a essere al vertice della catena alimentare marina è anche intelligentissima, e già quando ero piccolo, quando vidi il film L’orca assassina(del 1977), mi irritai molto. Il capitano Nolan, interpretato da Richard Harris, colpisce mortalmente una femmina incinta, il maschio assiste alla scena in cui la femmina espelle anche il feto morto, decide di perseguitare questo stronzo, e sarebbe l’orca a essere assassina? Solo in seguito scoprii che il titolo italiano sfruttava il modo in cui le orche sono chiamate in inglese, killer whales, balene assassine.

Vi dico questo perché ieri è diventato virale un video in cui due orche fanno esplodere un pesce luna: una lo tiene per la coda, l’altra lo colpisce facendolo scoppiare come un palloncino, e i bambini fanno oh, come quelli di Povia (che al contrario dell’orca non è il mio animale preferito) e gli utenti dei social anche, oh, e l’hanno ricondiviso come fosse qualcosa di straordinario. L’origine del video è uno studio appena pubblicato su Frontiers in Ethologye descrive due episodi osservati nel Golfo di California. Secondo i ricercatori, le orche potrebbero aver frantumato il pesce luna per rendere il cibo più accessibile ai giovani, tuttavia non escludono anche una componente ludica e sociale.

E sì: le orche non solo hanno sviluppato linguaggi sociali e tecniche di caccia sofisticate, per esempio sono in grado di catturare una foca su una lastra di ghiaccio nuotando sincronicamente fino a provocare un’onda per far ribaltare la lastra. Talvolta, se non hanno fame, con le foche ci giocano perfino a palla. In natura, tuttavia, non attaccano l’uomo, infatti quando Ambrogio Fogar, durante un’avventura in cui morì il suo compagno di viaggio, raccontò che l’imbarcazione di cui era capitano fu attaccata da un branco di orche suscitò molte perplessità da parte dei biologi marini.

Nell’oceano invece non hanno rivali: affogano cuccioli anche di balenottere azzurre per mangiarseli, e idem con il predatore per eccellenza più temuto dagli umani (grazie a Spielberg), il grande squalo bianco, loro ci fanno uno spuntino, divorandogli il fegato senza problemi. Certo, divenne famosa l’orca Tilikum, coinvolta nella morte di tre persone, però, piccolo particolare: era in un acquario, costretta da noi umani a esibirsi, strappata dal suo habitat naturale, bullizzata dalle altre orche (le orche hanno una famiglia come noi, catturarne una e metterla in un acquario significa rapire nostra madre, nostro padre o nostro figlio e farlo esibire in un circo, vorrei vedere voi se a un certo punto non diventaste violenti). Su Tilikum fu girato anche un documentario, titolo Blackfish, anche lì chissà perché l’hanno chiamata fish, non è un pesce, è un mammifero, ed è uno dei più intelligenti.

Come tutti i cetacei molti milioni di anni fa era un animale terrestre, e molti non lo sanno, le balene conservano nelle pinne anteriori lo scheletro delle cinque dita, come il resto dei mammiferi (inclusi noi, devo specificarlo?), mentre anche le ali degli uccelli derivano dagli arti anteriori, ma hanno conservato tre dita. Se le orche non fossero tornate in acqua forse ci sarebbero loro e non noi. E, per quanto riguarda il mio pensiero, sarebbe stato meglio. L’animale opposto all’orca che ha gli stessi colori dell’orca, che piace a tutti ed è molto fesso: il panda. Bianco e nero, solo che l’orca si mimetizza (nel mare da sopra non si vede confondendosi con l’oscurità dell’acqua, da sotto è bianca confondendosi con la luminosità), il panda si vede in mezzo anche da un chilometro, appartiene all’ordine dei carnivori ma ha scelto di mangiare quasi solo bambù, la femmina è fertile soltanto per pochi giorni all’anno, e si sarebbe già estinto da tempo se non ci fossimo noi a preservarlo (come dice Barbascura X: «lasciatelo estinguersi»). Meglio un giorno da leone o cent’anni da pecora? Meglio una vita da orca.

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