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Nel cuore di Fernet-Branca: una moneta unisce la community dei bartender

Nella storica fabbrica milanese, tra la cantina che custodisce la botte madre, l’assaggio dalla barrique e i rituali della bar industry. La Coin 2026 ispirata a un disco in vinile con le lettere “F” e “B” in Braille, è un piccolo di appartenenza e quest’anno anche di inclusione

Fernet-Branca, un attore di grande successo

Per un giorno le storiche Distillerie Branca di Milano hanno aperto le porte a bartender arrivati dall’Italia e dall’estero, professionisti della bar industry, brand lover e influencer. Tutti riuniti, martedì 6 ottobre, in quello che per il mondo Fernet-Branca è una sorta di tempio del liquore italiano.

Il clima era quello di una riunione di famiglia. A fare da scenario la fabbrica storica, la Collezione Branca, le cantine e le barrique di un marchio nato a Milano nel 1845 e ancora oggi legato alla famiglia Branca.

Uno dei momenti più suggestivi della visita è arrivato scendendo sotto il livello della strada, nella cantina storica dove è conservata la botte madre del Fernet-Branca. Lontano dal rumore della città, pochi metri più in alto, è il cuore sotterraneo della fabbrica e della memoria del marchio. Da lì il percorso è proseguito fino all’assaggio del Fernet-Branca spillato direttamente dalla barrique.

L’occasione era la Coin Release Celebration 2026, scelta per svelare la nuova Fernet-Branca Coin italiana: un piccolo oggetto diventato negli anni un segno di riconoscimento tra bartender in tutto il mondo.

«La Coin racconta molto bene il rapporto tra Fernet-Branca e la bartender community: nasce da un’identità precisa e, ogni volta che passa da una mano all’altra, acquista una nuova storia e un nuovo significato», ha spiegato il presidente Niccolò Branca.

La sua origine risale al 2013 e al rito del “Bartender’s Handshake”, lo scambio di uno shot tra bartender al cambio turno, diventato nel tempo una sorta di stretta di mano professionale. Da quel gesto è nato un oggetto da conservare e scambiare, simbolo di un linguaggio condiviso.

La Coin 2026 porta la firma di Vincenzo Vannuccini de L’Altro Spazio di Bologna, vincitore del Coin Program Italia. La forma richiama un disco in vinile, mentre il celebre coccodrillo di Fernet-Branca diventa la puntina del giradischi. Ma il dettaglio più significativo si scopre al tatto: le lettere “F” e “B” sono impresse in alfabeto Braille.

«Aver ideato il design per la nuova Coin è un onore e un’emozione straordinaria», ha raccontato Vannuccini. La scelta del Braille nasce dalla volontà «di trasmettere un messaggio forte di accessibilità, dimostrando come un oggetto da collezione possa trasformarsi in una vera dichiarazione di inclusione per tutti».

La Coin può così essere riconosciuta anche a occhi chiusi. «Il fatto che possa essere “letta” al tatto riflette l’essenza dell’ospitalità del nostro settore: un linguaggio davvero universale», ha aggiunto Vannuccini.

Prima di arrivare a Milano, il Coin Program Italia 2026 aveva coinvolto 140 bartender in cinque città: Milano, Noci, Roma, Napoli e Bologna. Ai partecipanti era stato chiesto di reinterpretare la Coin attraverso valori, rituali, riferimenti culturali e legami con il proprio territorio.

La giornata alle Distillerie ha segnato il punto di arrivo di questo percorso. Durante la cerimonia, Niccolò Branca ha premiato sei protagonisti della bar industry: il miglior cliente, il miglior venditore del grossista, il migliore account executive Branca, l’influencer della bar industry, il best brand lover e l’autore del design vincitore.

La scelta di presentare la nuova Coin proprio nella fabbrica milanese ha rafforzato il legame tra la storia del marchio e il mondo contemporaneo dei bartender. «Aprire le porte delle nostre storiche Distillerie per svelare una Coin dal design così profondamente legato all’inclusione dimostra come Fernet-Branca sappia custodire la tradizione per continuare a innovare», ha sottolineato Branca, «accogliendo e unendo la community contemporanea in modo autentico».

È il principio che l’azienda riassume nell’espressione “Novare Serbando”, innovare preservando. Nelle sale della fabbrica e nella cantina che custodisce la botte madre, la formula assume un significato concreto: una storia industriale iniziata nel 1845 che continua a dialogare con chi oggi porta Fernet-Branca dietro i banconi di tutto il mondo.

Alla fine della giornata resta l’immagine dei bartender riuniti nella casa del Fernet, tra botti, cantine e bicchieri condivisi. E di una piccola moneta a forma di vinile, destinata a passare ancora una volta di mano in mano. Da quest’anno, anche da leggere con le dita.

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