C’è un riflesso condizionato che agita la sinistra emiliana, un tic nervoso che scatta quando la realtà esce dal seminato del «politicamente corretto». Se a terra resta un immigrato o un delinquente con un curriculum lungo quanto la via Emilia, partono fiaccolate e processi sommari a carabinieri e poliziotti. Ma se la vittima è una cittadina italiana, come Monica Esposito, travolta dalla follia di un’auto sulla folla a Modena, il cortocircuito è assicurato. Il governatore De Pascale è riuscito a trasformare una tragedia in una farsa diplomatica. Disabituato a piangere chi non rientra nel martirologio progressista, ha inviato le condoglianze all’ambasciata tedesca. Forse, per non disturbare il manovratore, ha confuso i confini o non legge i giornali giusti. Basterebbe sfogliare quel «Giornale» che a sinistra amano bollare come squadrista per trovare nomi e fatti corretti. Invece no: meglio bonificare i siti istituzionali, nel terrore che qualcuno scriva la verità senza filtri. Mentre a Bologna si piange il capotreno Alessandro Ambrosio, ucciso da un croato con precedenti, la sinistra si conferma prigioniera di un’ideologia che non distingue tra vittima e nemico politico. Quando la realtà non obbedisce agli ordini di partito, loro cambiano ambasciata. Peccato che il dolore non parli tedesco, ma l’italiano di chi resta a terra.

Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.