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“Non facciamo come loro, siamo tutti migranti”, Richard Gere contro l’Italia. Salvini: “Radical chic, faccia l’attore”

“La sicurezza non può essere perseguita a scapito dei diritti umani”, la lezioncina spocchiosa dell’attore

Gere Salvini

Richard Gere torna alla carica ancora una volta per sostenere con forza l’apertura delle frontiere nazionali ai flussi migratori, e non risparmia una stilettata all’Italia, additata come responsabile principale della creazione di un modello di controllo che, con la partecipazione dell’Albania, potrebbe presto diffondersi in tutta l’Europa. Una prospettiva evidentemente drammatica per la star di Hollywood, secondo cui non si può anteporre la sicurezza a quelli che lui definisce diritti umani, ovvero la libera circolazione dei migranti. La recita di un copione dinanzi a una telecamera in favore della solita Ong di turno ha ricevuto nelle scorse ore la replica piccata del vicepremier Matteo Salvini, che ha consigliato all’attore di tornare a ricoprire il ruolo che dovrebbe calzargli meglio, quello di attore.

“Nel corso degli anni ho incontrato molte persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, povertà, disuguaglianze o catastrofi climatiche”, esordisce Gere, “cercavano le stesse cose che tutti noi desideriamo: sicurezza, dignità, speranza per loro stessi e soprattutto per i bambini. Qualunque sia il nostro Paese o il nostro status, condividiamo gli stessi diritti umani”.

“Attraverso il lavoro di organizzazioni come ActionAid ci ricordiamo che il vero cambiamento inizia stando al fianco delle persone e sostenendole nella rivendicazione dei propri diritti”, prosegue l’attore, “la migrazione è una delle sfide decisive del nostro tempo, e i governi hanno il diritto e la responsabilità di gestirla”. E poco importa se l’immigrazione indiscriminata dovesse comportare dei problemi di gestione dell’ordine pubblico per chi spalanca le proprie frontiere, dato che, spiega Gere, “la sicurezza non può essere perseguita a scapito dei diritti umani: i diritti umani non si fermano alle frontiere”.

Il nemico da combattere, pertanto sono tutti quegli Stati che stanno cercando di porre un freno a una situazione sempre più fuori controllo, in primis l’Italia. “Oggi sono sempre più preoccupato per il modo in cui si parla di immigrazione in Europa e oltre: la paura sta sostituendo la compassione”, affonda la star di Hollywood, “le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce, la detenzione, la deportazione e l’invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali”. E qui arriva l’affondo contro il nostro Paese: “In Italia questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l’Albania. Questo modello sposta il controllo della migrazione oltre i confini dell’Europa e lontano dal controllo dell’opinione pubblica”, attacca Gere, “ciò che accade lì potrebbe diventare un modello per il modo in cui l’Europa gestirà la migrazione in futuro”.

“Per questo sono al fianco di ActionAid, che sta portando alla luce i costi umani e i fallimenti di un sistema fondato sulla detenzione e sta mostrando come questo sistema limiti i diritti delle persone”, aggiunge in conclusione l’attore, “la migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli. Siamo tutti migranti, difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo”.

Infastidito dall’ennesima intromissione, il vicepremier Matteo Salvini ha replicato sui propri profili social, invitando Gere a tornare sul grande schermo. “Richard Gere, il ricco signore che doveva testimoniare contro di me per mandarmi in galera perché avevo chiuso i porti ai clandestini, torna ad attaccare l’Italia e gli Italiani”, ha scritto su X il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Siamo razzisti perché non accogliamo tutti gli immigrati che lui vorrebbe? Caro radical chic che vive nel lusso, continua a fare l’attore (peraltro bravo) ma evita di dare lezioni non richieste agli Italiani”, conclude il leader del Carroccio.

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