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Attualità

Scuola, conto alla rovescia. Assunti oltre 7mila prof

Il via ufficiale lunedì prossimo, ma alcuni istituti hanno aperto questa settimana. La Cisl: “Precariato ancora alto, specie tra i docenti di sostegno”

Ai blocchi di partenza Oltre un milione in Lombardia gli studenti pronti a tornare a scuola

Conto alla rovescia per la prima campanella. Zaino quasi pronto, compiti ancora sicuramente da finire, il caldo ormai agli sgoccioli (dicono, già da domani) con la perturbazione atlantica a raffreddare polemiche, bollori e soprattutto aule per accogliere oltre un milione di studenti lombardi. Nell’arco della settimana qualche scuola riapre già i battenti, ma il primo giorno ufficiale è fissato per lunedì prossimo. Quest’anno alle Statali con 217.824 ragazzi che iniziano un nuovo percorso: 64.478 i bambini in prima elementare, 78.692 in prima media e 74.653 al primo anno delle superiori. La campanella suonerà anche per oltre settemila docenti assunti a tempo indeterminato, anche se dietro la porta delle aule i problemi restano un po’ quelli di sempre. Precariato, insegnanti di sostegno che cambiano, presidi costretti a dividersi tra più istituti, stipendi divorati dagli affiti, l’intelligenza artificiale che entra in classe e genitori senza rete nei mesi estivi. A tirare le somme Cisl Lombardia e Cisl Scuola Lombardia. Nelle scuole lombarde sono stati assunti a tempo indeterminato 7.042 docenti, di cui 2.153 sul sostegno, un dato in crescita rispetto allo scorso anno. Sono stati anche reclutati 2.585 lavoratori ATA, 78 funzionari di elevata qualificazione e 119 nuovi dirigenti scolastici, mentre 75 scuole restano affidate in reggenza.

«Va riconosciuto lo sforzo fatto osservano Fabio Nava e Luisa Treccani, rispettivamente Segretari Generali di Cisl Lombardia e di Cisl Scuola Lombardia - ma non è ancora sufficiente a coprire le esigenze ed è troppo elevato il ricorso al lavoro precario, in particolare sul sostegno. Servono interventi strutturali per avere organici più aderenti ai fabbisogni reali, stabilizzare il personale e investire sulla formazione delle professionalità necessarie. A questo si aggiunge la sfida dell’intelligenza artificiale, ormai entrata nella vita quotidiana degli studenti: il punto è con che consapevolezza, regole e visione pedagogica intendiamo utilizzarla. Per questo occorre investire anche sulla formazione degli insegnanti». A pesare soprattutto è il sostegno. Per un alunno con disabilità cambiare docente spesso significa ricominciare da capo. Altro nodo da affrontare è il costo della vita. «Non tutto si spiega con il caro-casa, ma sarebbe sbagliato ignorare quanto stia incidendo sulla possibilità di attrarre e trattenere personale in alcuni territori lombardi», spiegano. Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, la soluzione per le cattedre scoperte è l’assunzione diretta dei docenti da parte dei dirigenti Scolastici. «Un miglioramento c’è stato e non ho difficoltà a riconoscere i meriti del ministro Valditara. Il vero problema - dice - consiste nella mancata nomina che non è dovuta a cattiva volontà di qualcuno, ma al fatto che il sistema così come è congegnato di fatto non lo consente». Ma l scuola mostra le crepe anche quando è chiusa. «La nostra proposta è di cominciare già da settembre a progettare l’estate 2027 con un patto di comunità tra Regione Lombardia, Comuni, Ambiti territoriali, Terzo settore, oratori, associazionismo, mondo dello sport e della cultura, per costruire una rete più ampia e programmata di opportunità educative e ricreative, senza scaricare sugli insegnanti responsabilità che riguardano l’intera comunità».

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