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Telemarketing indesiderato, cosa fare se le chiamate continuano: Registro delle opposizioni, filtri e segnalazioni

Nei primi otto mesi del 2026 bloccati da Agcom circa 191 milioni di chiamate grazie ai filtri anti-spoofing e decise sanzioni per 822.500 euro. Come tutelarsi se le telefonate proseguono malgrado l’iscrizione al Registro delle opposizioni e quali strumenti utilizzare sul cellulare

Chiamata indesiderata

Iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni non sempre basta a mettere fine alle telefonate commerciali indesiderate. Può capitare, infatti, di continuare a ricevere proposte pubblicitarie anche dopo aver chiesto di non essere contattati. La ricezione di una chiamata, tuttavia, non dimostra da sola una violazione: occorre verificare se siano trascorsi i tempi previsti per rendere effettiva l’opposizione, se esistano consensi successivi all’iscrizione o ancora, se ricorrano altre eccezioni previste dalle regole.

La questione rimane al centro dell’attività delle autorità. Lo scorso 12 ottobre Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha diffuso nuovi dati sui filtri contro la falsificazione dei numeri telefonici e comunicato provvedimenti sanzionatori per un totale di 822.500 euro. Questi aggiornamenti si affiancano alle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali e agli strumenti a disposizione dei cittadini per contrastare le chiamate indesiderate e ridurre le interruzioni sullo smartphone.

Registro delle opposizioni: tutela e rinnovo

Il Registro pubblico delle opposizioni è un servizio gratuito che consente di opporsi all’utilizzo del proprio numero fisso o mobile per finalità di telemarketing. L’iscrizione non ha scadenza e non deve essere rinnovata periodicamente. Il rinnovo può però essere utile per revocare anche i consensi commerciali rilasciati eventualmente dopo la precedente iscrizione.

Restano alcune eccezioni. Dopo l’iscrizione possono essere consentite le chiamate effettuate nell’ambito di contratti continuativi in essere o cessati da non più di 30 giorni, per esempio nei settori telefonico ed energetico, nonché quelle basate su un consenso rilasciato successivamente all’iscrizione o all’ultimo rinnovo. Per i rapporti contrattuali resta possibile esercitare il diritto di revoca del consenso nei confronti della singola azienda.

Gli operatori hanno fino a 15 giorni per recepire l’iscrizione al Registro. Se le chiamate proseguono oltre questo termine, è opportuno verificare che la registrazione sia andata a buon fine e che non ricorrano le eccezioni previste.

Filtri anti-spoofing e provvedimenti Agcom

Per contrastare lo spoofing, tecnica che consente di falsificare il numero chiamante e far comparire sul display un’utenza diversa da quella effettiva, Agcom ha introdotto filtri sul traffico telefonico proveniente dall’estero.

Secondo i dati diffusi dall’Autorità, nei primi otto mesi dell’anno i filtri hanno bloccato circa 191 milioni di chiamate, pari al 7,2% del traffico internazionale considerato. Le chiamate dall’estero che utilizzavano numeri mobili italiani falsificati sono diminuite del 95% rispetto al periodo di confronto precedente all’estensione dei filtri alle numerazioni mobili.

Nello stesso comunicato Agcom ha annunciato provvedimenti sanzionatori per un totale di 822.500 euro, relativi al rispetto delle regole sulla verifica e sulla corretta gestione delle numerazioni telefoniche utilizzate dai call center. Se i filtri hanno contribuito a ridurre il fenomeno delle chiamate dall’estero con numeri italiani falsificati, non eliminano tuttavia ogni forma di telemarketing indesiderato.

Come segnalare le chiamate sospette

Se le telefonate proseguono nonostante l’iscrizione al Registro delle opposizioni, è utile annotare data e ora della chiamata, numero visualizzato, eventuale nome dell’azienda e contenuto della proposta. Queste informazioni possono aiutare a ricostruire l’accaduto, anche se il numero mostrato sul display potrebbe non corrispondere a quello reale in caso di spoofing. In presenza di possibili violazioni delle regole sul trattamento dei dati personali, è possibile rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, utilizzando il servizio online dedicato alle telefonate indesiderate. La segnalazione non comporta necessariamente una risposta individuale o un intervento immediato, ma consente all’Autorità di acquisire elementi utili alla propria attività di controllo.

Un richiamo specifico riguarda poi le proposte commerciali per luce e gas. Il decreto Bollette, convertito nella legge n. 49 del 10 aprile 2026, ha vietato, lo ricordiamo, le sollecitazioni telefoniche finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas, con eccezioni per i contatti richiesti direttamente dal consumatore attraverso le interfacce informatiche del professionista e per quelli rivolti ai clienti dello stesso fornitore che abbiano espresso uno specifico consenso a ricevere proposte commerciali. Il numero chiamante deve identificare univocamente il professionista. Le eventuali violazioni possono essere segnalate al Garante della privacy e ad Agcom.

Ridurre le chiamate indesiderate sullo smartphone

Accanto alle tutele formali, il nostro cellulare offre strumenti utili per limitare il disturbo. Non garantiscono di eliminare tutte le chiamate, ma possono ridurne la frequenza. Vediamo quali.

bloccare i singoli numeri: una soluzione pratica quando le chiamate arrivano ripetutamente dalla stessa utenza, meno efficace se i numeri cambiano spesso o vengono falsificati;

attivare i filtri antispam integrati: sui dispositivi Android, l’app Telefono di Google offre, in base al dispositivo e alle impostazioni disponibili, funzioni di identificazione e protezione dalle chiamate indesiderate. Su iPhone è possibile utilizzare le opzioni per silenziare o filtrare le chiamate provenienti da numeri sconosciuti, a seconda della versione del sistema operativo. Prima di attivarle, è bene valutare il rischio di non accorgersi di chiamate legittime, per esempio da parte di medici, corrieri o altri contatti non salvati in rubrica.

valutare le app dedicate: alcune applicazioni identificano numeri segnalati come spam e permettono di filtrare le chiamate. L’efficacia varia e potrebbero verificarsi falsi positivi, con numeri legittimi classificati come sospetti. Prima di installarle, è consigliabile controllare i permessi richiesti e le modalità di trattamento dei dati.

La “strategia” più utile

In sintesi, quando il telemarketing indesiderato non si ferma, è utile combinare più strumenti: verificare l’iscrizione al Registro delle opposizioni e gli eventuali consensi ancora validi, attivare le funzioni antispam del telefono e documentare le chiamate sospette. Se emergono possibili violazioni, è possibile rivolgersi alle autorità competenti.

Nessuna soluzione, da sola, garantisce di eliminare ogni telefonata indesiderata. Conoscere le eccezioni previste dalle regole e utilizzare insieme le tutele istituzionali e gli strumenti dello smartphone permette però di gestire meglio il problema e di segnalare le situazioni che meritano un approfondimento.

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