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Attualità

“Uccidi i ricchi”. “Come i partigiani”. Il decalogo del caos. E ora Como trema

Le città del Nord, ma anche Bologna e Roma. Da TikTok a Instagram gli appelli in chat. Minorenni leader

Giovani fermati per i disordini avvenuti a Milano, appena usciti dalla Questura, Milano 19 ottobre 2026. ANSA/Questura di Milano + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

«Anche i partigiani andavano a sparare senza sapere niente di politica». E ancora: «Uccidiamo i futuri rich». Oppure: «Arriva in anticipo ed evita le uscite autostradali. Non dissociarti da chi agisce diversamente da te, aiuta solamente la repressione». Ecco la guida alle manifestazioni di piazza. In sostanza, sono consigli che stanno girando nei gruppi social dei ragazzi che hanno partecipato alle manifestazioni dello scorso fine settimana. Avvisi precisi per non trovarsi impreparati durante cortei e presidi. Ma anche moniti per i novellini che prendono parte alle manifestazioni per la prima volta e «potrebbero spaventarsi». Poi c’è «24/10 Kasino a Milano» e l’invito a unirsi tutti quanti al gruppo Whatsapp. Non bastavano le devastazioni dello scorso weekend. I ragazzi del web, che hanno dato vita a una guerriglia urbana durata per più di due giorni per tutto il Paese, si stanno già organizzando per il prossimo sabato, 24 ottobre. E lo fanno tramite la rete, su gruppi Instagram, TikTok e Telegram. Una «mobilitazione permanente» che da quanto si apprende dovrebbe proseguire per tutti i prossimi sabati. Il messaggio è chiaro: la Generazione Z non ha intenzione di fermarsi. Né davanti alle forze dell’ordine né di fronte ai danni delle attività commerciali. I giovani lo dicono senza tanti giri di parole: «Facciamoci sentire» e si organizzano sui social mettendo nel mirino le istituzioni.

La situazione degenera. Perché se da un lato ci sono gruppi che si aggregano per il fine settimana, dall’altro lato arrivano messaggi spot di utenti singoli che invitano la comunità social a trovarsi ogni giorno. Come è successo ieri. «Ragazzi, il 19 ottobre in via Monte Napoleone», «lunedì 19 al Duomo alle 15:00» e, ancora, «oggi Sephora? La mia ragazza ha bisogno». Questi sono solo alcuni dei messaggi e inviti che si trovano su Instagram e TikTok. Pubblicati attraverso storie o post privati. Gli utenti sono perlopiù minorenni, fattore che non stupisce considerando l’età media di coloro che sabato e domenica hanno invaso le città italiane. Da Torino a Roma, da Ravenna a Verona, da Bologna a Como. Nessuno è escluso e non c’è soltanto il capoluogo lombardo a dettare l’agenda dei prossimi appuntamenti.

Si tratta dell’organizzazione capillare che ha l’obiettivo di emulare gli altri Paesi Europei. In questo senso, è attivissimo l’hashtag 24ottobre. Se si cerca sui principali social network si legge sostanzialmente una frase, che spiega un po’ il filo conduttore della GenZ: «L’Italia come la Francia», a richiamare gli scontri che stanno incendiando Parigi e altre città francesi sempre in questi giorni. I gruppi sono nazionali e il più attivo è «Movimento 17 ottobre», molto presente soprattutto su Telegram. Si apre un mondo. Perché non riguarda solo gli appartenenti a «Italia in Piazza», quelli che si pensa siano gli organizzatori delle passate manifestazioni. È un gruppo nuovo al quale aderiscono tutti i partecipanti. I ragazzi ci vanno giù duro: «Bisognerebbe essere più attivi anche con la chiamata delle piazze, per garantire continuità al movimento», scrive un utente. «Ci serve una formazione allo scontro: materiali, strategie», chiosa un altro.

Di messaggi così il gruppo Telegram è pieno. E si va anche di sondaggi per decidere quali negozi assalire. Ieri l’eurodeputata della Lega Silvia Sardone l’ha raccontato in conferenza stampa: «Foot Locker sta vincendo in questo momento».

Ciò che emerge è che i ragazzi non hanno alcuna intenzione di fermarsi e, anzi, si stanno già organizzando capillarmente per la prossima chiamata. La differenza è che, forse, stavolta saranno strutturati.