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Attualità

“Vogliamo vivere senza aver paura di andare in giro”

Parla Milo Hasbani: “Sembra che il 7 ottobre sia stato dimenticato”

Milo Hasbani, già presidente della Comunità ebraica milanese, oggi vicepresidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, si prepara all’incontro di domani, 7 ottobre, alla Sinagoga di via Guastalla. «Sull’antisemitismo la proposta di Delrio all’inizio è stata accolta da parte di tutti con un grande entusiasmo generale, poi qualcuno ha cercato di mettere paletti mischiando la questione interna israeliana, il governo Netanyahu, con l’antisemitismo. Ma criticare Netanyahu non è antisemitismo».

Chi cerca di mettere paletti e di mescolare le questioni?

«Molti gruppi della sinistra, inclusi Conte e Schlein. Se si parla di antisemitismo si intende odio contro gli ebrei e non contro il governo di Israele».

Che cosa è cambiato per lei dal 7 ottobre 2023?

«Prima del 7 ottobre ho sempre detto che non esisteva antisemitismo in Italia, rispetto a tutto ciò che accadeva negli Paesi europei. Consideravo l’Italia un’isola felice. Ora devo dire che l’antisemitismo è aumentato del 400 per 100, oggi sentiamo qualcosa nell’aria sia da parte dell’amministrazione che della gente».

Non avverte più la vicinanza della gente?

«Sembra che il 7 ottobre sia stato dimenticato. Per noi è stata una tragedia e non la possiamo dimenticare».

Come si spiega l’impennata di antisemitismo?

«Non me la spiego. Ma cerco di spiegarmela dicendo che per molti media fa audience parlare di palestinesi e non parlare di ebrei. Anche in politica non si fa nulla per parlare in modo positivo degli ebrei e questo crea questo odio. Il 25 aprile siamo stati buttati fuori dal corteo non tanto da arabi e palestinesi ma dalle persone che seguivano i cortei. Mi dispiace molto dirlo ma è così».

Nel Pd si parla di impegno a sospendere il gemellaggio con Tel Aviv come prerequisito per partecipare alle primarie. Come valuta questa richiesta?

«È una richiesta fuori luogo che non fa altro che aumentare il sentimento di antisemitismo. Non ho mai visto nessun caso simile con tutti gli altri gemellaggi che ci sono. L’ha detto anche Sala, non lo dico solo io. Quel che ha dichiarato Majorino è pura propaganda politica ed elettorale».

Questa propaganda la spaventa?

«Non mi spaventa a livello personale ma so che dobbiamo stare sempre all’erta con le reazioni. Quel che è successo con il rabbino la scorsa settimana ne dà il segno. Uno dei due ragazzi espulsi ha detto: amo l’Italia e l’ho fatto senza pensare. È una frase molto grave. Capisco che a livello generale bisogna stare sempre più attenti, anche se dobbiamo ringraziare l’esercito, la polizia, la Digos e tutti. So che il livello di attenzione è sempre alto».

Che cosa chiede oggi alla politica?

«La cosa più importante è cercare di abbassare i toni e cercare di capire la situazione reale, non dire cose di cui non si abbiano evidenze. Vogliamo vivere come abbiamo sempre vissuto in Italia, senza avere paura di andare in giro, potendo essere fieri dei propri simboli. Chi porta la stella di David non deve doverla nascondere. Anche portare la kippah è una scelta molto personale».