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Automotive

Auto, crescono le immatricolazioni in Italia ma anche l’allarme Cina

Nei primi 9 mesi mesi vendite in aumento dell’8,7%, a settembre crollo storico della domanda di veicoli Diesel. Dati positivi a doppia cifra per Stellantis con la Fiat Pandina sempre regina del mercato. Attesa per la presentazione al Salone di Parigi del concept Alfa Romeo “Cuorerosso”. Intanto l’offerta del Dragone accelera. Vavassori (Anfia): “Riportare la concorrenza a livelli di equità. Non possiamo attendere lungaggini e timidezze di Bruxelles”

Bollo auto

Segno positivo per le immatricolazioni di auto in Italia sia a settembre sia nei 9 mesi: rispettivamente +9,9% e +8,7%. Dieci, a questo punto, gli aumenti mensili consecutivi per complessive 1.268.964 vetture immatricolate tra gennaio e lo scorso mese. Il Centro studi Promotor stima per l’intero 2026 un volume di 1.618.671 auto vendute, in crescita del 6,1% sul 2025, ma sempre lontano dai numeri del 2019, l’anno pre-pandemia e crisi varie: -15,6%.Per quanto riguarda Stellantis, il gruppo con la cinese Leapmotor inclusa, cresce a doppia cifra in settembre (+12,6% e 27,8% di quota) e da gennaio (+13,9% e 29,9% di penetrazione), con l’intramontabile Pandina e il marchio Fiat che confermano saldamente la leadership del mercato. Nella classifica delle auto più vendute del mese, al comando, come detto, c’è stabilmente la Fiat Pandina, mentre nelle prime 10 posizioni sono presenti altri quattro modelli di Stellantis: Jeep Avenger, Peugeot 3008, Fiat Grande Panda e Citroen C3 rispettivamente al secondo, terzo, sesto e nono posto. Nei quadricicli leggeri, inoltre, la Fiat Topolino è la più richiesta (41,3% di quota nei 9 mesi). “Tutti risultati - ha sottolineato Antonella Bruno, managing director di Stellantis Italia - che ribadiscono la forza dei nostri marchi”.

A questo punto serve una rapida e vigorosa cura ricostituente per i brand italiani Alfa Romeo, Maserati e Lancia (presto la nuova Gamma nelle concessionarie) , in particolare i primi due che presentano cali a doppia cifra. Dall’imminente Salone dell’auto di Parigi sono attesi dettagli sui piani di sviluppo in essere. Nel frattempo, sullo stand del Biscione sarà presentato il concept “Cuorerosso” di Alfa Romeo. Tornando ai dati generali, sul fronte delle alimentazioni l’ibrido torna sopra il 50% mensile, mentre il cumulato risale al 49,41. La domanda delle auto ibride plug-in: confermata la doppia cifra per il quinto mese consecutivo: 10,74% e 9,52% da gennaio. Le motorizzazioni elettriche recuperano rispetto ai mesi estivi: 7,59% di quota a settembre e 7,96% dall’inizio dell’anno. In continua e forte sofferenza l’offerta Diesel, accentuata anche dai rincari record alla pompa, che scende per la prima volta sotto la quota del 5% mensile registrando il calo più marcato dell’anno. La benzina si ferma al 17,58% e il Gpl pesa per l’8,15%. Nel cumulato, i cali sono rispettivamente: -27,87% (Diesel), -16,97% (benzina) e -16,29% (Gpl).

Cinesi, intanto, sempre all’attacco con una quota tra il 12% e il 13% e il colosso Byd che ha raggiunto il 3,8% di market share, mettendo a segno una crescita del 108,9% rispetto allo stesso mese del 2025.Da Roberto Vavassori, presidente di Anfia (filiera italiana automotive), l’ennesimo grido di allarme con appello. “Mentre il mercato negli ultimi mesi ha perso parte della spinta positiva del primo semestre - afferma - chiediamo con forza e urgenza al governo di prendere atto della situazione che in Italia e in Europa sta vanificando gli importanti sforzi messi in atto dalla filiera dell’auto per mantenersi vitale”. E sull’avanzata costante del Dragone, Vavassori punta il dito “sull’ondata inarrestabile di importazioni di veicoli dalla Cina che, in assenza di qualunque misura che riporti la concorrenza a livelli di equità, sta causando massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti, che riguardano sia i produttori di autoveicoli sia di componenti, che del veicolo rappresentano l’80% del valore. Si tratta di una situazione insostenibile”. Conclude il presidente di Anfia: “L’Ocse ha certificato che il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente dalle 3 alle 8 volte superiori a quanto fatto dai governi europei. È quindi necessario adottare immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità in una filiera, quella dell’automotive, essenziale per l’autonomia strategica europea. Non possiamo certo attendere le lungaggini, le storture e le timidezze dell’ “Industrial accelerator act” attualmente in discussione a Bruxelles”.

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