Passaporto cinese, educazione giapponese e “tuning” europeo. La nuova Mazda CX-6e nasce a Nanchino, sulla stessa base tecnica della berlina Mazda 6e, ma prima di raggiungere i concessionari del Vecchio Continente è passata dal centro di ricerca e sviluppo di Oberursel, in Germania. Qui i tecnici hanno lavorato soprattutto su sospensioni, sterzo e freni, modificando il comportamento del SUV per adattarlo alle strade e alle abitudini degli automobilisti europei.
I numeri di Mazda CX-6E
Nel pianale c’è una batteria LFP da 78 kWh, collegata a un solo motore posteriore da 190 kW (258 cavalli) e 290 Nm di coppia.
La potenza non serve a inseguire prestazioni da supersportiva, ma permette di muovere il SUV con disinvoltura anche sulle autostrade tedesche.
Mazda dichiara 484 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP e, durante la prova in un percorso misto, il computer di bordo ha indicato circa 16 kWh ogni cento chilometri. Aumentando l’andatura a medie autostradali, invece, il consumo è salito intorno ai 21 kWh.
La ricarica rapida arriva a 200 kW pur in presenza di un’architettura elettrica a 400 Volt.
Piacevole l’abitacolo, a patto di accettare l’enorme schermo da 26” che Mazda ha pensato anche per il passeggero: al centro ci sono le informazioni e la mappa per il conducente, a destra lo spazio per intrattenere il passeggero.
Presenti anche l’head-up display, i comandi gestuali e l’assistente vocale attivabile pronunciando “Hey Mazda” e, sulla versione più ricca, gli specchietti tradizionali lasciano il posto a due telecamere: è la prima volta che una Mazda di serie adotta questa soluzione.
La dotazione di sicurezza, infine, comprende ADAS di Livello 2 completi, tra cui frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia, controllo dell’angolo cieco e cruise control adattivo in grado di gestire anche le fermate nel traffico e tenere l’auto al centro della corsia.
Prova su strada
L’ottimizzazione “all’europea” si nota già sui percorsi scelti per la prima prova in Germania: nonostante i 4,85 metri di lunghezza e una massa inevitabilmente importante, la CX-6e controlla bene i movimenti della carrozzeria. Le sospensioni sono tradizionali, senza regolazione elettronica, ma assorbono le irregolarità senza trasformare l’auto in un salotto ondeggiante, difetto che molti altri brand cinesi non hanno ancora risolto, neppure i più “famosi”. Lo sterzo è diretto per essere un SUV e il comportamento resta prevedibile.
Questa messa a punto non è, però, la sola conferma che dietro il progetto continua a esserci Mazda. Il design, infatti, sembra essere uno dei più riusciti nel segmento, almeno a giudicare le reazioni sia della stampa specializzata all’evento, sia dei passanti e automobilisti tedeschi che hanno visto le CX-6e sfilare nei dintorni di Dusseldorf..
Meno convincente è la frenata rigenerativa che necessiterebbe di un ulteriore ottimizzazione e manca poi la guida ad un pedale, cosa che potrebbe far storcere il naso a chi guida già un’elettrica da diversi anni.
Prezzo e versioni
In Italia la gamma è semplicissima: Takumi e Takumi Plus, i due allestimenti con un’unica batteria e un unico motore. La Takumi costa 46.750 euro, mentre per la Takumi Plus servono 49.750 euro.
La versione top di gamma aggiunge i cerchi da 21 pollici, gli interni bicolore e gli specchietti digitali. Sembra poco, ma in realtà è perché già la Takumi è una full optional.
In occasione del lancio di settembre è previsto un prezzo promozionale di 44.500 euro accessibile solo se si rottama o permuta un’auto usata e se si sceglie il finanziamento Mazda Advantage (che include due tagliandi)