C’è un nuovo sound nel motore della Ferrari 12Cilindri. Il Tac Tac di un gesto di precisione, o meglio di un rito, trait d’union del rapporto emozionale tra pilota e auto. È il rumore del cambio manuale, da tempo silenziato dai cambi automatici, che torna protagonista di Ferrari 12Cilindri Manuale, una serie speciale dedicata ai puristi del marchio. Perché non si tratta della rivincita dell’analogico sul digitale ma di unire passato e futuro, storia e tecnologia, meccanica e controllo. “Il cambio manuale ha accompagnato tantissime vetture Ferrari rimaste nella memoria, l’ultima a montarlo fu vent’anni fa la 599. Adesso è il momento di riportare il pilota al centro della guida e di fargli rivivere il piacere di un gesto iconico, fisico ed espressivo che attraverso la mano, il piede e il suono di quel caratteristico Tac Tac della leva del cambio quando si seleziona la marcia, fa vivere un’emozione senza pari”, commenta Gian Maria Fulgenzi, chief product development officer Ferrari, presentando la 12Cilindri Manuale al centro stile di Maranello, risultato di 4 anni di lavoro per rispondere alle richieste dei ferraristi doc.

Il nuovo sistema Manuale bywire integra la tecnologia del cambio DCT Ferrari a otto rapporti a un sistema riprogettato da zero che introduce componenti totalmente nuovi e una leva volta a restituire un feeling analogico puro e coinvolgente. Meccanica ed elettronica di altissima precisione si integrano per offrire una cambiata manuale reinterpretata in chiave contemporanea. L’architettura prevede selettore a leva, plancetta comandi, pedaliera con pedale della frizione in un connubio meccanicoelettronico che consente un cambio di precisione millimetrico senza snaturare il gesto. Ma la grande novità è che la vettura può essere guidata in modalità manuale nelle prime sei marce e in retromarcia, oppure in modalità automatica permettendo di scegliere il proprio stile di guida in base anche ai percorsi stradali. E per fare in modo che il coinvolgimento emozionale sia ancor più immersivo sono state tolte le palette al volante e ripristinato lo start e stop meccanico.
“Non volevamo fare qualcosa di nostalgico ma mettere insieme due mondi, la tradizione delle emozioni di guida tipiche delle Gran Turismo Ferrari degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta e la più evoluta tecnologia contemporanea, con l’obiettivo di rendere ancora più diretto il dialogo tra pilota e vettura. La serie limitata vuole esaltare la purezza del progetto, anche se non è escluso che in futuro altri modelli Ferrari saranno dotati dello stesso cambio”, spiega Enrico Galliera, alla sua ultima uscita come chief marketing commercial officer Ferrari.
Una limited edition da 1499 esemplari, ognuno taylor made, numero che richiama la cilindrata del primo motore a dodici cilindri prodotto da Ferrari nel 1947 e che diventa parte integrante dell’identità del modello, pensato per il ferrarista fedele alle berlinette due posti con motore V12 aspirato, alla ricerca di emozioni di guida pure. E che viene proposta a 590mila euro.

Inserire un cambio manuale ha comportato anche ritocchi stilistici alla Ferrari 12Cilindri, già esternamente, come nella fascia anteriore con effetto gessato riportato anche sui flap posteriori, nello scudetto del logo con modanatura metallo sul parafango, nel colore di lancio rosso rubino. “Nell’abitacolo abbiamo ridisegnato tutta l’area del tunnel per ridistribuire le funzioni in modo organico, con rigore stilistico, per migliorare l’ergonomia in fase di cambiata manuale e in modalità automatica e per darle un aspetto flottante, come se fosse una scultura di alluminio anodizzato”, racconta Flavio Manzoni, Chief Design Officer. “Leva, pomello, cancelletto a griglia con 6 innesti e pedaliera reinterpretano gli elementi iconici delle Ferrari con cambio manuale a leva, mentre il pomello tondo in alluminio è stato considerato il punto di contatto tra funzione e percezione ed è arricchito da una serigrafia retroilluminata che indica i sei rapporti e la modalità di guida attiva, automatica o manuale, così come la chiave non è più con il cavallino su fondo giallo ma grigio smaltato.
Un’altra piccola rivoluzione per il marchio di Maranello. Che non va verso nuovi mondi come Ferrari Luce, la prima elettrica con interni magnificamente analogici, ma va dritta al cuore della passione.