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Acea sollecita l’Ue a finalizzare il pacchetto auto

Il presidente Källenius: “I costruttori hanno bisogno di certezze. Incentivi per la localizzazione della produzione e crediti aggiuntivi per le piccole vetture made in Ue”. Il 10 novembre a Bruxelles la presentazione del “Manifesto Save the Automotive” promosso dal Consorzio Ngv Italy

"Con l'elettrico addio a molti occupati"

Suona a ripetizione la sveglia per salvare il sistema automotive europeo: da una parte, nei confronti delle istituzioni Ue, le stesse che sinora hanno annunciato la revisione del piano di transizione, ma senza ancora arrivare a una decisione definitiva; dall’altra, sono i costruttori, attraverso l’associazione europea che li rappresenta (Acea), a sollecitare “progressi sostanziali nei negoziati sul pacchetto per il settore automobilistico, affinché possa essere finalizzato all’inizio del 2027”. Sono gli stessi costruttori che, dopo aver assecondato le decisioni che hanno portato il settore allo stato attuale - tra perdita di competitività, leadership e occupazione (i cinesi ringraziano) - ora hanno capito che occorre subito ripartire con una linea strategica pragmatica e capace di ridare vitalità al comparto.L’accordo sottoscritto dalle varie forze politiche nei giorni scorsi all’Europarlamento va proprio in questa direzione, puntando a superare il divieto assoluto dei motori a combustione dal 2035, introducendo maggiore flessibilità e riconoscendo un ruolo anche alle tecnologie alternative, oltre all’elettrico.

La nuova classificazione riguarda i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili che potrebbero essere così considerati a zero emissioni, al pari di quelli elettrici.La nota di Acea sottolinea come “i produttori automobilistici europei stanno accelerando con successo la loro trasformazione verso una mobilità a zero emissioni”. “E che ora è il momento che l’Ue “riformi il quadro legislativo in modo che contribuisca a raggiungere il triplice obiettivo di decarbonizzazione, sicurezza economica e salvaguardia dei posti di lavoro”. Parole che portano la firma del presidente Ola Källenius che ricopre anche il ruolo di Ceo in Mercedes-Benz.Il documento, concordato al termine del Consiglio veicoli leggeri di Acea,”in linea con i progressi compiuti verso una relazione commerciale più equilibrata e sostenibile con la Cina”, avverte che “è giunto il momento di garantire che il pacchetto per il settore automobilistico crei condizioni pragmatiche e competitive per la trasformazione dell’industria in Europa” e che “obiettivi con sanzioni non possono raggiungere tale scopo”.Källenius aggiunge anche che “una trasformazione basata sul mercato necessita di altri ingredienti importanti: rispetto per le scelte dei consumatori, mantenimento dei posti di lavoro e tempo sufficiente per realizzare investimenti in nuove catene del valore che rafforzino la resilienza dell’Europa”.

I costruttori, nel chiedere l’inclusione del Regno Unito nei piani in via di definizione a Bruxelles, puntano a ottenere “un quadro politico praticabile e a lungo termine che fornisca all’industria condizioni realistiche e flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, riconoscendo anche il ruolo dei carburanti rinnovabili e dei materiali ecocompatibili”Secondo Acea un meccanismo di “media” quinquennale ben calibrato, a partire dal 2028, può rappresentare “l’incentivo più efficace per i veicoli elettrici che l’Europa possa offrire: non costerà nulla ai bilanci nazionali, ma premierà ogni vendita anticipata”.

Segue la richiesta di adeguamento “della traiettoria per i furgoni, poiché questo segmento parte da una base inferiore rispetto alle autovetture”.Acea batte quindi cassa a Bruxelles e al suo “Industrial accelerator act”, ancora in stato di catalessi dopo gli annunci di mesi fa da parte di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue: “L’Iaa - evidenzia la nota - dovrebbe inoltre fornire ulteriori incentivi ai costruttori di veicoli per la localizzazione della produzione: tutte le auto e i furgoni elettrici a batteria prodotti nell’Ue devono ricevere super-crediti, con crediti aggiuntivi per le auto di piccole dimensioni made in Ue”.Intanto, il prossimo 10 novembre, la promotrice Mariarosa Baroni, presidente del Consorzio Ngv Italy, presenterà a Bruxelles il “Manifesto Save the Automotive”.

Il documento chiede che la transizione possa utilizzare le diverse soluzioni capaci di contribuire alla decarbonizzazione, valutandone i risultati e l’applicabilità nei diversi impieghi. “Noi vogliamo dire che una persona deve essere libera di scegliere», sintetizza la presidente Baroni, che il 4 novembre anticiperà il documento alla Camera dei deputati.Massimiliano Salini, europarlamentare e relatore sulla revisione delle norme sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni, ospite nei giorni scorsi a Milano, sempre in vista dell’appuntamento a Bruxelles, ha spiegato le difficoltà del negoziato e la necessità di costruire una maggioranza: “I cambiamenti descritti restano proposte sottoposte al confronto legislativo europeo”. “Serve una diversificazione tecnologica”, il richiamo di Alessandro Cattaneo, membro della Commissione trasporti di Montecitorio.

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