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Aziende

Barilla sceglie il mac and cheese americano

Il gruppo della pasta ha acquistato la californiana Goodles per conquistare anche il mercato statunitense

Novità Da Parma a Santa Cruz, Barilla cresce ancora

Per entrare nel mercato statunitense, rappresentare il Made in Italy è già di per sé un vantaggio, ma se ci si inserisce direttamente nel cuore della «cultura» culinaria a stelle e strisce, la vittoria è praticamente assicurata. Ed è proprio in quest’ottica che Barilla, storico simbolo e gigante mondiale della pasta italiana, ha deciso di concludere un accordo per acquisire la società statunitense Goodles, celebre per aver rielaborato in chiave moderna uno dei piatti iconici e immancabili d’oltreoceano: i mac and cheese, la classica pasta corta condita con salsa al formaggio, ovviamente in scatola.

Goodles, fondata nel 2020 a Santa Cruz, in California, è riuscita in soli sei anni a rivoluzionare il settore del cibo pronto e del comfort food. La ricetta del mac and cheese è stata rivisitata intercettando i consumi delle nuove generazioni e dei target più salutisti, grazie all’impiego di ingredienti ad alto valore nutritivo, proteine e fibre, senza rinunciare a un posizionamento di packaging originale. L’azienda si è distinta per scatole coloratissime e nomi ironici e fantasiosi, come la versione piccante Hotshot Jackpot, conquistando rapidamente la Generazione Z e arrivando a detenere una quota di circa l’8% nel mercato statunitense dei mac and cheese in scatola.

Dal punto di vista finanziario, l’operazione si inserisce nella scia di una crescita a ritmi serrati. Come ricordato dal Wall Street Journal, che ha anticipato l’accordo, Goodles era stata valutata circa 88 milioni di dollari a seguito di un round di finanziamento nel 2023, per poi centrare il suo primo utile nel 2024. I dettagli economici dell’intesa con Barilla non sono stati resi noti, ma le motivazioni strategiche dell’operazione sono chiarissime: rafforzare la presenza diretta del Gruppo di Parma nel mercato nordamericano, affiancando al core business della pasta, un segmento ad alta marginalità.

A confermare la rilevanza strategica dell’intesa è stato direttamente il presidente del Gruppo, Guido Barilla: «Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dallo slancio della sua crescita». Che sia chiaro, l’operazione non stravolgerà la governance dell’azienda californiana. La partnership punta infatti ad accelerare lo sviluppo del brand mantenendo la piena autonomia operativa, l’identità del marchio e l’attuale leadership.

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