Trascorsi 75 anni dalla fondazione, Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri: 47 aziende associate di 15 Paesi diversi con 72 marchi) evolve ampliando il proprio ruolo. Significa, come spiegato dal presidente Roberto Pietrantonio, che competenze, informazioni e servizi non saranno rivolti solo a operatori e istituzioni, ma sempre più a tutti i cittadini. Il nuovo logo, presentato in un incontro a Roma, rappresenta un percorso di rebranding e una strategia di comunicazione multicanale messe al servizio del Paese: 75 anni di dati, competenze e conoscenza dell’industria per aiutare istituzioni, imprese e sempre più cittadini a comprendere il mondo della mobilità, in continua trasformazione, e a compiere scelte più consapevoli.
E spetta proprio al nuovo logo rendere più riconoscibile questo percorso, già avviato, traducendo visivamente l’evoluzione. Il tricolore inserito nel globo, infatti, ricorda il radicamento italiano di Unrae inserito nella dimensione internazionale dei costruttori rappresentati (auto, veicoli commerciali e industriali, bus, rimorchi e semirimorchi).“Apriamo un nuovo capitolo - ha spiegato il presidente Pietrantonio - e alla rappresentanza dell’industria e al dialogo con le istituzioni, ora affianchiamo un impegno ancora più diretto verso gli italiani: attraverso la traduzione di dati, tecnologie e norme complesse in informazioni chiare, verificabili e utili, vogliamo aiutare e favorire scelte consapevoli. In una mobilità sempre più complessa, intendiamo informare con chiarezza, non convincere”.“Unrae evolve e nel farlo mette le persone al centro di questa visione. Con solide radici italiane e un distintivo orizzonte internazionale, offriamo la nostra autorevolezza permuoverci insieme verso il futuro della mobilità. Siamo convinti che gli elementi fondanti del nostro settore, a partire proprio dall’automobile, rappresentino opportunità disviluppo economico, occupazione qualificata, innovazione e inclusione territoriale”, la precisazione del direttore generale Andrea Cardinali.
Tra ottobre e novembre la “nuova” Unrae lancerà il progetto “I Mestieri dell’Auto”: una partnership editoriale innovativa pensata per raccontare il settore attraverso le persone, le competenze e le professionalità che ne costruiscono ogni giorno il futuro. Il tutto con un taglio molto “personale” e poco convenzionale. “Seguiranno - ha aggiunto Cardinali - nuove iniziative dedicate, per rendere la mobilità sempre più comprensibile, accessibile e vicina alla vita vera delle persone”.
Dal Duemila a oggi lo scenario automotive è profondamente cambiato. Si sono aggiunte nuove motorizzazioni a quelle tradizionali, le vetture sono dotate di tecnologie fino a pochi anni fa impensabili e i cittadini faticano a capire quello che accade nel mondo della mobilità e magari anche per fare scelte consapevoli. “Ecco perché -sottolinea il presidente Pietrantonio - Unrae si è dotata anche di strutture, di partnership con agenzie di comunicazione come Burson. Quando bisogna informarsi sulla mobilità bisogna infatti cercare di comprendere anche nella propria area di residenza quali sono le limitazioni di accesso al traffico, quando accadono, se accadono e dove accadono. Oppure se esistono agevolazioni o magari delle incentivazioni locali. Per questo siamo pronti a collaborare con le varie associazioni, tra cui l’Automobile club d’Italia, perché unendo le forze si potrebbe veramente attivare un servizio alla collettività e ai cittadini veramente importante”.
