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Il decalogo Fim a Stellantis: novità e lanci anticipati

Migliora il quadro ma a Cassino è allarme. Per Mirafiori occasione piccole elettriche

Il decalogo Fim a Stellantis: novità e lanci anticipati
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All'assemblea di Stellantis, domani ad Amsterdam, il ceo Antonio Filosa (in foto) potrebbe anticipare alcune delle linee del piano industriale che presenterà il prossimo 21 maggio. Qualcosa è già emerso, come il ritorno alla centralità del cliente, il rinvio al 2050 della neutralità carbonica, l'asse in Europa con il partner cinese Leapmotor sulle alimentazioni elettrificate. Un nuovo corso destinato a ribaltare la strategia del predecessore Carlos Tavares che ha lasciato in eredità un sistema produttivo italiano in assoluta precarietà. Da Filosa, dunque, sono attese azioni precise e concrete sull'Italia. I primi segnali ci sono, come l'inversione di tendenza della produzione nel primo trimestre del 2026: +9,5% tra auto e furgoni. E bene anche le vendite: +1,9% da gennaio e marzo e +10,5% il mese scorso. Ma non basta.

Ecco, allora, che il sindacato Fim-Cisl guidato da Ferdinando Uliano, lancia una sorta di decalogo. In pratica, le priorità per ridare vigore alla produzione, il tutto in uno scenario che «sul piano occupazionale, fatta eccezione per Cassino, vede una riduzione sensibile del ricorso agli ammortizzatori sociali e, in alcuni casi, una crescita dei lavoratori con nuovi inserimenti». Sotto la lente c'è soprattutto il sito di Cassino, in forte sofferenza nonostante la presenza di marchi come Alfa Romeo e Maserati. «Qui - afferma Fim-Cisl - le condizioni di impianto e indotto hanno ormai superato ogni limite di sostenibilità». Sono stati rinviati, non si ancora a quando, i nuovi modelli Gulia e Stelvio che Tavares prevedeva solo elettrici, mentre sulla terza novità top di gamma tutto tace. E così il 2025 si è chiuso con meno di 20mila auto prodotte e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo. Nel trimestre sono stati sfornati meno di 3mila veicoli (-37,4%). «Questo - evidenzia il sindacato - è l'unico sito in cui i piani non sono stati rispettati. Si anticipi il lancio del nuovo modello di alta gamma e si valuti l'assegnazione di altri».

Mirafiori (+42,4%), a Torino, sede anche di Stellantis Europa, intanto è ripartito grazie alla Fiat 500 ibrida. «Nuove opportunità - per Fim-Cisl - potrebbero arrivare con la revisione delle normative Ue che introducono vantaggi per le piccole auto elettriche, fino a 4,2 metri, prodotte in Europa». In ripresa anche il polo modenese di Maserati (+583,3%) con l'arrivo, da Mirafiori, di GranTurismo e GranCabrio. È prevista la creazione del Progetto Alta Gamma con il coinvolgimento della Motor Valley, ma anche per lo storico sito emiliano si chiede «una strategia globale all'altezza dell'unico marchio di lusso che fa capo a Stellantis». Per Pomigliano (+6,7%), dove la Fiat Panda vale il 47% della produzione totale del gruppo, la sollecitazione punta «all'anticipazione delle due novità previste nel 2028 sulla piattaforma Small». Anche su Melfi (+92,5%) la richiesta è di una tempistica più ravvicinata sui nuovi modelli e di dare garanzie all'indotto. E ora Atessa (furgoni): l'attenzione sindacale è alta e si sottolinea l'urgenza di elettrificare la piattaforma Gamma large.

Evaporato, a Termoli, da sempre riferimento per i motori, il progetto Acc Gigafactory, le assegnazioni aggiuntive (cambio Edct e propulsore Gs Euro 7) «non sono considerate risolutive» e si guarda con nostalgia allo storico Fire.

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